Vertenza San Raffaele di Cassino: tensione in aumento tra i lavoratori

Clima infuocato, nonostante il brutto tempo, quello che si è vissuto oggi sotto le finestre della Direzione Generale della AUSL di Frosinone.

Dalle ore 12,00 in poi infatti, più di 100 lavoratori del San Raffaele di Cassino sono rimasti sotto la pioggia, a sperare in buone notizie a seguito dell’incontro tra le OO.SS., il Direttore Generale Dr. Suppa e la proprietà del Gruppo San Raffaele. Speranze rimaste disattese, in quanto la AUSL si è impegnata a sbloccare solo il 50% delle fatture certificate dal San Raffaele, applicando oltretutto in autotutela la tariffa al minimo.

In sostanza si tratta di circa € 750.000,00 a fronte di € 3.000.000,00 reclamati dalla proprietà San Raffaele, che a malapena riuscirà a pagare un acconto di uno stipendio.

I dipendenti non percepiscono stipendi da quasi tre mesi, nonostante continuino ad erogare prestazioni assistenziali quotidianamente, peraltro accettando regolari impegnative da parte del SSN.

Le OO.SS. FP CGIL, CISL FP, UIL FPL e UGL Sanità per reclamare il giusto pagamento delle spettanze dei 466 lavoratori coinvolti nella vertenza si sono quindi rivolte al Prefetto, visto che il Direttore Generale della AUSL di Frosinone sembra di non essere nelle condizioni di risolvere la problematica.

In un incomprensibile gioco di rimpallo di responsabilità tra AUSL di Frosinone, Regione Lazio e Gruppo San Raffaele di Cassino, a farne le spese sino ad oggi sono stati esclusivamente i lavoratori, che però sono oramai esasperati e chiedono di porre fine ad una storia infinita che alimenta un dramma sociale per quasi 500 famiglie di questa Provincia che non sanno più come affrontare la loro quotidianità.

Le OO.SS. chiedono alle istituzioni coinvolte di fare chiarezza su questa vicenda e soprattutto di fare in fretta e chiedono che comunque la AUSL di Frosinone assicuri il pagamento almeno delle fatture correnti al San Raffaele di Cassino, al pari delle altre Strutture private accreditate.

I Sindacati lanciano un grido di allarme, in quanto il personale non ha neanche più i soldi per recarsi al lavoro, per cui il rischio reale è che vengano interrotti i servizi erogati nella Struttura di Cassino, dove vengono assistiti tra l’altro pazienti in condizioni molto gravi, tra cui anche i malati in coma vegetativo.

CGIL FP – Moretti
CISL FP – Ricci
UIL FPL – Balsamo
UGL Sanità – Roccatani          

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