«Tentato omicidio» a sediate a Cassino: dal passato emerge un particolare sull’accusato

Il 33enne che ieri ha aggredito un 79enne nella struttura sanitaria del cassinate dove è in cura, provocandogli gravi lesioni guaribili in 25 giorni (clicca qui per leggere l’articolo), si trova agli arresti domiciliari con l’accusa di tentato omicidio.

L’uomo, stando alla ricostruzione dei fatti da parte dei militari dell’Arma, «per futili motivi, con l’ausilio di una sedia presente nel citato locale ha aggredito un altro degente, di anni 79, colpendolo alla testa, al torace e alle gambe, tanto da provocargli gravi lesioni giudicate guaribili in 25 giorni». Solo l’intervento del personale della casa di cura ha evitato il peggio, spiega Carmela Di Domenico sul Quotidiano Ciociaria Editoriale Oggi.

L’udienza di convalida è prevista per mercoledì mattina, 17 giugno, in Tribunale a Cassino. La difesa del 33enne è rappresentata dagli avvocati Ezio Tatangelo e Maria Luisa Ambroselli.

Dal passato del giovane emerge un particolare rilevante: pare sia stato dichiarato incapace di intendere e di volere già 15 anni fa da un’apposita sentenza del foro cassinate. Le cause di tanta rabbia nella presunta aggressione, sottolinea Di Domenico nel suo articolo, sembrerebbero da ricercarsi nell’indole o nella condizione stessa del trentenne.

 

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