4 settembre 2013 redazione@ciociaria24.net

Tar del Lazio: l’impianto di ammendati va sottoposto a v.i.a. Accolta la memoria presentata dal Consorzio a tutela dell’ambiente contro un progetto di realizzazione di un impianto di ammendanti per l’agricoltura

Sarà necessaria la VIA per poter procedere alla realizzazione dell’impianto di produzione di ammendanti per l’agricoltura da frazione organica differenziata che la società Ares Ambiente srl ha progettato di insediare in territorio del comune di Piedimonte San Germano.

Lo ha stabilito una ordinanza emessa dal Tar del Lazio di Roma con la quale i giudici amministrativi hanno rigettato il ricorso presentato dalla stessa Ares contro la Regione Lazio, il Comune di Piedimonte san Germano e nei confronti del Consorzio di Bonifica Valle del Liri di Cassino e l’Unione Cinquecittà.

Attraverso il ricorso, l’Ares intendeva ottenere l’annullamento nel merito della determina con la quale la Regione Lazio aveva disposto la sottoposizione a VIA (Valutazione Impatto Ambientale) del progetto relativo all’impianto di produzione di ammendanti per l’agricoltura; una procedura che può pregiudicare la realizzazione dell’impianto o comunque ritardarla di molto. La ricorrente, in via cautelare, chiedeva anche di pronunciarsi su ognuna delle criticità sollevate.

Il Consorzio di Bonifica Valle del Liri, parte in causa in quanto la zona interessata dall’ipotizzato insediamento produttivo è attraversata da diversi corsi d’acqua di competenza consortile ed utilizzati per l’irrigazione dei campi, ha presentato una memoria di resistenza al ricorso proposto dalla Ares a tutela dell’ambiente e dell’economia agricola della zona, che potrebbero essere danneggiati dall’attività dell’impianto.

Inoltre, i legali dello studio Marrone e Panzera hanno tra l’altro sostenuto che, ai sensi dell’art. 20 – comma 5 – D. Lgs. 152/2006, “un progetto può essere escluso dalla  VIA solo ove si accerti che da esso non derivino impatti significativi sull’ambiente” e che già il TAR Toscana, Firenze, con sentenza n. 17/2010  ha chiarito che a tal fine è “sufficiente la prospettazione di temute ripercussioni sul territorio collocato nelle immediate vicinanze, ed in relazione al quale i ricorrenti sono in posizione qualificata”.

I giudici del Tar del Lazio di Roma, con propria ordinanza, hanno quindi rigettato la domanda cautelare proposta dalla società Ares, confermando la necessità di sottoporre a VIA il progetto di realizzazione dell’impianto.

Motivando la decisione con “l’insussistenza del pregiudizio grave ed irreparabile” paventato dalla Ares (realizzazione di un progetto similare ad opera di altri soggetti) e con la considerazione che “nella valutazione degli opposti interessi”, proprio come aveva sostenuto il Consorzio, “merita prevalenza quello generale alla tutela ambientale su quello fatto valere dalla parte ricorrente”, cioè il rischio di perdita economica.

Il Consorzio – commenta il presidente Ciacciarelli è sempre in prima linea nella tutela ambientale ed idrogeologica territoriale, la sua morale mission istituzionale; siamo certi che queste ragioni e preoccupazioni prevarranno anche quando questa vicenda entrerà nella discussione di merito”.

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