martedì 6 gennaio 2015

Spari a Cassino: la drammatica testimonianza di una madre di famiglia

«Ero con le mie due bimbe di 5 anni e dieci mesi nei pressi di piazza Labriola quando ho sentito i colpi di arma da fuoco. Ho iniziato a correre verso casa stringendo forte il passeggino e la manina di mia figlia. È stata una sensazione orribile».  Queste le dichiarazioni rilasciate da Sarah Grieco, segretaria cittadina del Pd ma soprattutto madre di famiglia, al quotidiano L’Inchiesta (clicca qui per leggere l’intervista).

La Grieco, poi, interpretando le comprensibili preoccupazioni dei cassinati, ha chiesto più sicurezza sottolineando l’esigenza di attivare nella piazza, la principale della città, un sistema di videosorveglianza, oltre ad una maggior valorizzazione delle risorse a disposizione, come la Polizia Municipale. In realtà alcune telecamere ci sono già, si tratta di quelle collocate nei pressi del tribunale, le cui immagini sono già al vaglio delle forze dell’ordine, che in queste ore stanno ricostruendo sia la dinamica degli scontri di domenica scorsa in centro che quella degli spari di ieri in zona stazione.

Tuttavia il sistema di sorveglianza può essere certamente rafforzato.  A tal proposito il sindaco Petrarcone, in un intervista a Teleuniverso, ha dichiarato di aver convocato una riunione operativa per studiare tutte le contromosse necessarie a far capire che «a Cassino l’illegalità non può dilagare, perché c’è un fronte compatto a tutela della sicurezza pubblica.» Non solo: per piazza Labriola ed altre zone nevralgiche della città «si sta già lavorando ad un progetto per aumentare le telecamere».

PUBBLIREDAZIONALE - Un lavoro costante ed equilibrato svolto per un periodo compreso tra le sei e le otto settimane è in genere ideale per poter recuperare le facoltà motorie e reimpossessarsi della propria quotidianità.