mercoledì 4 Settembre 2013

Si è concluso domenica (1° settembre) il 9° pellegrinaggio Montecassino-San Vincenzo al Volturno

Un passo dietro l’altro con fatica, pazienza e affidamento. Tra salite e discese, percorsi impervi e prati fioriti si è snodato il tragitto a piedi compiuto dai pellegrini che venerdì mattina sono partiti dal monastero fondato da San Benedetto per giungere domenica (1° settembre) presso l’abbazia di San Vincenzo al Volturno.

Si è concluso così il 9° pellegrinaggio a piedi da Montecassino a San Vincenzo al Volturno dal titolo “A nulla fuorché a Gesù il cristiano è attaccato”.

Tre giorni vissuti lungo l’antico percorso di circa 70 chilometri che per secoli ha tenuto unite le due abbazie, vere “città di Dio”: monaci che camminavano in un senso o in un altro per tracciare la direttrice di un sentimento di amicizia tra le due comunità, di sostegno reciproco, di una vita che si consumava tra preghiera e opere nell’alveo degli insegnamenti benedettini.

A tessere la trama del loro legame c’era il Signore, un Ideale talmente grande per cui i monaci volturnensi arrivarono al martirio: la notte del 10 ottobre del 881 i saraceni saccheggiarono l’abbazia di San Vincenzo uccidendo centinaia di monaci del luogo e probabilmente anche’colleghi’ di Montecassino. E’ soprattutto ai monaci martiri che si è elevata la preghiera dei pellegrini nei tre giorni di cammino per chiedere il sostegno necessario alle intenzioni personali e comuni.

Il calpestio armonioso e ripetuto nei secoli, dunque, è diventato “strada” per i pellegrini odierni che ripercorrendo quello stesso cammino hanno avuto a cuore la scoperta del proprio “io” nel rapporto con Colui che compie la vita. «Questo non è un gesto di devozione, ma un gesto di domanda. E’ un riconoscimento della nostra fragilità,  la nostra umanità fragile che ha bisogno di domandare tutto al Mistero presente”. Si è detto ai piedi di Montecassino, proprio all’inizio del cammino».

Così da venerdì scorso fino a domenica, in questo tiepido weekend a cavallo tra agosto e settembre, il gruppetto di pellegrini ha vissuto un percorso fisico, fatto di passi faticosi, ma anche un percorso dell’anima. Ad ogni tappa, oltre all’accoglienza calorosa di quanti hanno offerto cibo e alloggio, si sono ascoltate testimonianze eccezionali. Il primo giorno, dopo l’affidamento a San Benedetto con la messa alle ore 5 presso l’abbazia di Montecassino, subito in marcia per 37 km. All’arrivo in serata a Picinisco ad accogliere i pellegrini c’erano i coniugi Di Cerbo protagonisti di un incontro sul tema della vocazione dal titolo “Laico, cioè cristiano”. Commovente il racconto di Adolfo e Pina, sposati con tre figli. Una storia cambiata, riscritta a partire dalla fatidica data del 13 agosto 2011 quando un terribile incidente portò in fin di vita Adolfo. Tante le domande, le preghiere, poi la straordinaria “rinascita” accanto, però, alla notizia che la sedia a rotelle sarebbe stata la sua compagna di viaggio. Una storia ricca di fede, di bellezza nei rapporti (tra moglie e marito, tra genitori e figli, con gli amici, i conoscenti, i medici incontrati). Una circostanza diventata un’occasione di conversione quotidiana, una fonte di ricchezza inesauribile.

All’indomani, sabato 31 agosto, l’arrivo a metà mattinata presso il Santuario della Madonna di Canneto ha permesso di assistere ad un’altra testimonianza dal titolo “L’Incantevole carità” (riprendendo anche in questo caso una frase di don Luigi Giussani). In questa occasione Massimo Marcucci dell’associazione “Famiglie per l’accoglienza” di Pescara ha raccontato l’esperienza dell’affidamento di numerosi bambini. Un percorso di accoglienza vissuto insieme alla moglie e ai tre figli ormai grandi. Un’eccezionale riflessione sul valore dell’ospitalità e sulla carità che compie sempre il “miracolo” della pienezza d’umanità per chi la fa, e non solo per chi la riceve.

In serata a Prati di Mezzo ad allietare la serata di questi uomini in cammino un momento eccezionale di canti sotto le stelle.

Domenica pomeriggio, l’arrivo a San Vincenzo al Volturno, accolti da parenti e amici con i quali si è vissuto un momento di preghiera e raccoglimento  presso la cripta dell’abate Epifanio, la Santa Messa e il congedo dei pellegrini. Gli organizzatori hanno lanciato il tema e le date del prossimo anno quando ricorrerà il decennale del pellegrinaggio. L’appuntamento è per il 5-6-7 settembre 2014 con il titolo “Jesu dulcis memoria”.

Il Comitato promotore del pellegrinaggio è rappresentato dal centro culturale “il circolo dei Lazzari” di Termoli, il Club Alpino Italiano di Cassino, l’ass.ne culturale “Rinascita Collese – Pro Colli” di Colli al Volturno e l’ass.ne “Uomini in cammino” di Guglionesi.

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