venerdì 11 maggio 2012 redazione@cassino24.it

Sanità, Abbruzzese: “Regione in prima linea per ridurre debito e sprechi”

“Quello della sanità rappresenta il nodo più complesso per l’amministrazione regionale, ma sento di poter rassicurare tutti affermando che con il riassetto del settore non saranno più i cittadini a pagare per gli errori gestionali commessi in passato. Occorrono nuovi modelli organizzativi per l’assistenza sul territorio e qualità delle cure. Laddove sono stati chiusi ospedali, ci saranno strutture in grado di gestire le cure primarie, con una riforma di sistema capace di porre fine all’anomalia per cui nel Lazio, solo nel 2009, si è registrato un disavanzo strutturale di circa 1 miliardo e 600milioni, con una spesa sanitaria pubblica pro capite maggiore di 180euro l’anno rispetto alle altre regioni”.

Lo ha dichiarato Mario Abbruzzese, presidente del Consiglio regionale del Lazio, intervenuto nel pomeriggio di oggi a Cassino, nel corso del convegno ‘Il cittadino nella sanità che cambia: vantaggi, dinamiche, prospettive!’, iniziativa promossa dall’associazione ‘Relazioni’.

“Il problema del Sistema Sanitario regionale – ha aggiunto Abbruzzese – va affrontato esattamente così come sta facendo la presidente e commissario ad acta Renata Polverini, con grande coraggio e decisionalità, nonostante non manchino ostacoli, resistenze e manifestazioni di impopolarità.
I tagli alla spesa sanitaria, in questo particolare momento per il nostro Paese, sono argomento di una importante discussione al tavolo con il ministro della Salute Balduzzi. Stiamo cercando di dare una risposta che consenta intanto di continuare ad erogare nel Lazio servizi di qualità e soprattutto che non mettano a rischio il piano di rientro della Regione, che già sta producendo effetti positivi”.

“Negli ultimi anni – ha continuato Abbruzzese – abbiamo assistito all’impoverimento progressivo della qualità dell’offerta sanitaria e alla mortificazione delle professionalità negli ospedali della nostra Regione. Sono aumentati i disagi per i cittadini per carenza di ausili terapeutici indispensabili, ma anche per allungamenti delle liste di attesa per le prestazioni specialistiche, con connesse difficoltà a ricevere assistenza se non a pagamento.
Le classi sociali più disagiate hanno purtroppo pagato le colpe dell’inefficienza gestionale di chi ha trasferito l’onere del preteso ‘risanamento’ sul cittadino, per il quale il diritto alla salute è diventato un privilegio di chi ha maggiori disponibilità economiche. La Regione Lazio – ha concluso Abbruzzese – in tal senso sta lavorando per rivedere seriamente le modalità di erogazione dei servizi territoriali nell’esclusivo interesse di operatori e cittadini. Stiamo riducendo gli sprechi e gradualmente, stiamo investendo su presidi ospedalieri di eccellenza e sulla medicina di famiglia”.

Luciano De Leo – per Cassino24

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