10 novembre 2014 redazione@ciociaria24.net

In 3.000 per l’ultimo saluto ad Amilcare e Pino

In 3.000 hanno affollato le strade del paese dove i due fratelli imprenditori risiedevano con le rispettive famiglie. L'uomo accusato di omicidio ancora ricoverato a Roma.

Si sono svolti ieri pomeriggio a Castelforte i funerali dei fratelli Mattei, Amilcare e Pino, uccisi a colpi d’arma da fuoco nella notte tra giovedì e venerdì scorso nella loro cava di Coreno Ausonio. In 3.000 hanno affollato le strade del paese dove i due fratelli imprenditori risiedevano con le rispettive famiglie. Pino ed Amilcare lasciano le rispettive mogli e ben sette figli. Durante l’omelia il sacerdote ha esortato tutti a non lasciarsi sopraffare dalla rabbia. Molta è, difatti, l’indignazione per quanto accaduto in una terra che mai in passato era salita alle cronache nazionali per fatti così cruenti.

C’erano gli operai della cava, gli altri imprenditori del distretto del marmo, cittadini comuni provenienti da tutti i centri del comprensorio, presenti per dare l’estremo saluto a due persone perbene e sempre pronte ad aiutare il prossimo. Un grande sentimento di orgoglio ha suscitato l’immagine del capofamiglia, Arturo Mattei, stabilitosi a Coreno mezzo secolo fa ed artefice di una importante realtà industriale, tramandata qualche anno fa ai suoi figli ed oggi colpita dritto al cuore da due fendenti di violenza inaudita. L’uomo ha vissuto il suo dolore in modo composto accanto a tutti gli altri familiari, che al termine della celebrazione hanno voluto ringraziare le tantissime persone che hanno mostrato vicinanza alla famiglia in questi drammatici.

Da oggi sarà durissima, ma bisognerà comunque rialzarsi, perché la memoria di questi imprenditori che hanno creato lavoro sul territorio per decine di persone, che a loro volta hanno potuto sfamare, vestire e far studiare altrettante famiglie per tanti anni, può essere onorata proprio con il lavoro. Ci sarà una giustizia che farà il suo corso e che probabilmente arriverà a delle conclusioni, ma per il resto molto dipenderà dalla forza che la “terra del marmo” metterà in campo per superare questa tragedia.

Le indagini nel frattempo vanno avanti. Giuseppe Di Bello, ancora ricoverato a Roma in prognosi riservata, è indagato per duplice omicidio. Tuttavia, secondo i giornali locali, i Carabinieri non escludono la presenza di complici sul luogo del delitto. Quanto alle motivazioni all’origine della sparatoria, secondo il Messaggero i Carabinieri di Pontecorvo non hanno dubbi: «si è trattato di un furto di gasolio finito male» (clicca qui per leggere l’articolo).

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