giovedì 26 luglio 2012 redazione@cassino24.it

Petrarcone: “percorreremo tutte le strade per scongiurare la consegna dei nostri impianti idrici nelle mani di Acea”

“Percorreremo tutte le strade per scongiurare la consegna dei nostri impianti nelle mani di Acea. È vero c’è una sentenza del Tar, che noi rispettiamo così come si devono rispettare tutte le sentenze, che stabilisce che il Comune di Cassino deve consegnare ad Acea gli impianti idrici di proprietà del Comune e dei cittadini di Cassino, ma si tratta di un primo grado di giudizio. Noi, quindi, non ci arrendiamo e, come fatto sin dal primo momento, ci opporremo in tutti modi per salvare il nostro acquedotto.”  Questo il primo commento del sindaco di Cassino, Giuseppe Golini Petrarcone, in merito alla sentenza del Tar che ha stabilito la consegna degli impianti idrici di proprietà del Comune ad Acea. “Non ci sembra corretto – ha continuato il sindaco –  che Cassino, città dell’acqua, luogo in cui sono presenti le sorgenti più grandi d’Europa, non possa autonomamente gestire le proprie risorse idriche.

L’acqua è un bene comune ed il referendum abrogativo di un anno fa lo ha confermato, anche in questi giorni la Corte Costituzionale si è espressa per ribadire che l’acqua è pubblica e non può essere privatizzata.  Acea è una società privata che ha legittimamente vinto la gara per la gestione del servizio idrico, ma il Comune di Cassino non ha mai ritenuto corretto, proprio per la sua situazione acquifera,  la consegna dei propri impianti. Inoltre Acea ha dimostrato in questi anni una cattiva gestione, con una serie di inadempienze che sono andate a danno dei cittadini della provincia, come dimostrato da numerose recenti sentenze. Porteremo avanti questa battaglia e rilanceremo con tutti i Sindaci della provincia il diritto all’acqua pubblica.

Il Comune di Cassino ha iniziato questa battaglia già dal 2003 prima ancora che in Italia si facesse una campagna a difesa dell’acqua pubblica e di questo devo dare atto alle varie amministrazioni che si sono succedute negli anni che mai hanno interrotto la lotta a difesa dei nostri impianti.  Sin dai primi giorni del mio insediamento ho ritenuto importante continuare a difendere le nostre sorgenti e gli impianti idrici costruiti con i sacrifici dei cassinati. Lo stesso Consiglio Comunale, d’altronde, si è espresso all’unanimità per difendere l’acqua pubblica, in particolar modo ha modificato lo statuto comunale permettendo l’estensione della rete idrica pubblica a tutto il Comune. Per questa serie di ragioni, ho fissato per la settimana prossima un incontro con i nostri legali, nel corso del quale  valuteremo tutte le strade a difesa delle risorse naturali del nostro territorio. Non è pensabile che nonostante il referendum con cui sè stabilito con fermezza che l’acqua deve essere pubblica, si continui a fare orecchie da mercante e si continuino a preferire i privati nella gestione del bene comune.”

Luigi Musto

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