Ospedale di Cassino: «Erbaccia, ratti e la morte di una donna da chiarire». Lettera di Ciacciarelli

Riceviamo e pubblichiamo la seguente lettera scritta dal coordinatore provinciale di Forza Italia, Pasquale Ciacciarelli ed indirizzata alla manager della Asl, Prof.ssa Isabella Mastrobuono. con oggetto: Andamento situazione sanità provinciale

Preg.mo Direttore, l’efficienza e la qualità del servizio sanitario pubblico nella provincia di Frosinone ha ormai raggiunto livelli che preoccupano non poco i cittadini. Basta leggere i quotidiani locali per conoscere ogni giorno quanti e quali sono i disservizi, le carenze, i disagi e le inefficienze che caratterizzano i nostri ospedali, che accusano anche il cronico mancato rispetto del rapporto posti letto/abitanti previsto dagli standards di efficienza sanitari.

Alatri, Cassino, Sora e Frosinone sono tutti oggetto di penalizzazioni, depotenziamenti e carenze di organico più o meno gravi. Quello che sta riguardando l’Ospedale Santa Scolastica di Cassino in questo periodo è particolarmente grave e preoccupante, a partire dal decesso di una giovane donna di 36 anni avvenuto in circostanze non ancora chiare, dopo un intervento chirurgico per l’asportazione della milza, per finire con le carenze di manutenzione (la struttura è circondata da erba alta, ricettacolo di immondizia e ratti, e da pavimenti rialzati, in particolar il percorso giallo).

Con l’arrivo dell’estate si sono drammaticamente acuiti i disagi ed i disservizi dovuti ad un indirizzo politico inadeguato ad assicurare ai cittadini della nostra provincia un sistema sanitario efficiente e virtuoso.
I pazienti sono costretti a rivolgersi alle strutture di Roma o delle vicine regioni di Molise e Campania con notevole accrescimento della cosiddetta “mobilità passiva”, una delle peggiori voci negative del bilancio sanitario regionale.

“Pronto Soccorso al collasso”, questo uno dei titoli con il quale recentemente un quotidiano locale ha evidenziato le criticità del Pronto Soccorso dell’ospedale di Cassino, particolarmente sotto pressione in questo periodo caratterizzato dal notevole aumento della mobilità delle persone per turismo e ferie estive, in quanto punto di incontro delle maggiori direttrici viarie del comprensorio (A1, Atina-Cassino-mare, Casilina, linea ferroviaria, etc.) e sede dei più importanti stabilimenti industriali, come Fiat e Skf.

Un Pronto Soccorso che ha una dotazione organica di soli 2 medici (un medico per ogni turno) e quattro infermieri, nonostante abbia un numero di accessi assimilabile a quello di Frosinone, che però ha il doppio del personale, costringendo medici ed infermieri a ritmi di lavoro insostenibili e a non poter fruire delle ferie, con evidenti conseguenze negative sul personale stesso ma anche sulla qualità del servizio.

Non solo, la scorsa settimana, (la sera per la mattina!) è stata comunicata la mancanza dell’anestesista, mettendo a rischio tutti gli interventi programmati per la giornata successiva, con evidenti disagi per i pazienti che erano stati già sottoposti a digiuno e pressione psicologica. Ciò anche per la nota carenza di queste figure professionali, resa ancora più drammatica dopo che due anestesisti, precari da otto anni, hanno deciso di andare via.
Ora sarebbe stata disposta anche la chiusura dell’Emeroteca, che allungherà di almeno due ore i tempi di disponibilità del prezioso e vitale liquido, che dovrà pervenire da Frosinone; il sangue raccolto a Cassino viene trasferito a Frosinone e poi da Frosinone torna nuovamente a Cassino!

E’ evidente l’indirizzo politico volto al progressivo e preoccupante depotenziamento del Santa Scolastica al quale non vengono riconosciuti gli organici occupazionali previsti dallo status di Dea di 1° livello quale è Cassino (solo sulla carta), che si riverbera negativamente un po’ in tutti i reparti; come in chirurgia, dove è in servizio un medico reperibile mentre altri due sono in ferie per prepensionamento e non sostituiti; in Ostetricia, al quale non è stato assegnato nessun medico, nonostante vanti un numero superiore di accessi rispetto a Sora ed Alatri, che però ne hanno avuto uno ciascuno.

Ma questa situazione è anche il risultato della carenza di figure apicali interne; diversi reparti sono infatti sotto la responsabilità di primari in servizio presso altri nosocomi della provincia che, sembrerebbe, per “campanilismo” non perorano incisivamente le legittime cause del Santa Scolastica. L’abbandono ed il depotenziamento dei nostri ospedali, come ho scritto in una lettera analoga trasmessa al presidente della Regione Lazio Zingaretti, si ripercuotono positivamente solo sulle strutture di Roma ma anche delle vicinissime regioni di Molise e Campania (strutture di eccellenza distano non più di 20-30 Km), aggravando i costi della Regione Lazio (mobilità passiva) e i disagi e disservizi per i pazienti.

I cittadini/pazienti, che quotidianamente mi sollecitano l’impegno per la soluzione di tali problematiche, non ritengono più tollerabile questo stato di cose, per cui Le chiedo di fissare un incontro a breve, quando e ove ritiene opportuno, durante il quale poter esporre le numerose criticità del servizio sanitario provinciale e conoscere le sue determinazioni in merito. Nell’attesa riceva cordiali saluti».

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