Neonato usato come merce di scambio: squallida vicenda a Cassino

Tutto è iniziato ad ottobre 2014, quando una trentatreenne del cassinate diede alla luce un bimbo presso il nosocomio di Cassino. La donna, sola ed in condizioni di grave disagio economico, si è confidata con un’altra partoriente e quest’ultima si è offerta di aiutarla proponendole di far riconoscere il bambino ad un amico del compagno, un trentacinquenne di origine marocchina domiciliato a Venezia.

Il patto raggiunto prevedeva che lei ricevesse dal falso padre 4.000 euro al momento del riconoscimento ed una somma una tantum; lui in cambio avrebbe avuto la possibilità di sanare la propria posizione irregolare sul territorio nazionale.

A due mesi dall’accordo i due si sono presentati presso un Comune del cassinate per denunciare la paternità del bambino, in presenza della confidente che li ha fatti incontrare.  A quel punto una segnalazione al Commissariato di Cassino ha fatto partire le indagini sulla vicenda e dopo un’intensa attività di Polizia ha portato alla luce la realtà dei fatti. La mamma ed il cittadino marocchino sono stati denunciati per false attestazioni a pubblico ufficiale.

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