Marino Fardelli – intervento in Consiglio Regionale

Signor Presidente del Consiglio, Signori Consiglieri,

innanzitutto rivolgo a tutti voi, al Presidente, alla Giunta, il mio più sentito augurio perché questa legislatura, la decima, sia l’inizio di un radicale cambiamento nei modi, nel confronto politico, nell’azione di governo. Un augurio anche ai vice presidenti e segretari eletti ieri da quest’Aula.

Ci aspettiamo che questo insediamento segni l’inizio di una nuova epoca per la Regione Lazio attraverso il nostro operato ordinario,attraverso un’attenzione costante alla distinzione dei ruoli e delle competenze, nella comune dignità istituzionale e mantenendo sempre vivissima l’attenzione sulla nostra Regione, sulla sua gente, sulle sue istituzioni, sul suo sistema di impresa e lavoro, sui suoi interessi e valori.

E’ necessario che troviamo in noi stessi prima e nelle Istituzioni poi, la forma per ridare nuovo smalto alle politiche regionali, per convincere l’opinione pubblica che la Regione Lazio non è fonte di sperpero di denaro pubblico bensì un ente che ha grandi capacità progettuali. Perché non la politica, ma i suoi interpreti hanno perso la fiducia dei cittadini.

Cittadini che comunque, il 24 e 25 febbraio, hanno messo ancora una volta da parte la sfiducia e si sono rivolti a noi, confidando nel fatto che la politica non sia autoreferenziale, ripiegata su se stessa e sui suoi privilegi, ma possa alleviare le difficoltà prendendosi carico delle proprie responsabilità e delle speranze e dei diritti altrui.

Tutti noi conosciamo le difficili sfide che attendono la nostra Regione in primis recuperare il rapporto con i cittadini. E non basteranno la sobrietà dei comportamenti individuali, latrasparenza degli atti amministrativi, il senso di responsabilità, il rispetto dei luoghi istituzionali.

Serve molto, molto di più.

Occorre innanzitutto elevare il confronto politico ed ispirarlo unicamente alla realistica condizione drammatica in cui versa il territorio della nostra regione, con particolare attenzione alle aree provinciali. Sarebbe forse questo un modo per affrontare la sanità, i conti regionali, la crisi economica.

Dunque, guardare alle realtà che circondano l’area metropolitana come ad una fonte di risorsa inesauribile.

Conosco a fondo la provincia di Frosinone che mi ha delegato per rappresentarla in questa sede e per essa intendo portare la mia voce. Una provincia che dal dopoguerra ha saputo creare una economia locale articolata, fondata su industria, artigianato, commercio, agricoltura e servizi e che si è sempre distinta per il terziario privato mentre la struttura industriale ha sempre brillato nei settori della chimica, della metalmeccanica, del mobilio, dell’abbigliamento, del marmo, dell’agroalimentare e dell’edilizia. Una provincia dotata di strutture produttive moderne e tecnologicamente avanzate e con poli di specializzazione indiversi settori.

Una provincia che ha fatto dell’innovazione tecnologica e della ricerca scientifica i due fattori determinanti per il vantaggio competitivo ed il successo del sistema industriale. Ad affiancare le imprese, l’Università di Cassino e del Lazio Meridionale ed il suo robusto comparto di ricerca che rappresentano la ricchezza di risorse umane e sistema formativo.

Ma la crisi economica nazionale, non ha risparmiato i colossi come la Fiat di Cassino o la Videocon di Anagni. Bisogna rifinanziare le Legge 46/2002 a favore della Fiat e del suo indotto.

E a proposito della ormai ex Videocon che ha lasciato senza lavoro 1.300 dipendenti, è necessario che la Regione Lazio si attivi aprendo un tavolo di confronto che possa tutelare i lavoratori e dare maggiori garanzie a possibili futuri investitori.

Pensiamo intanto subito al fatto che un imprenditore che investe nel Lazio, deve pagare un’aliquota Irap del 4,8% contro il 3,9% delle regioni del nord. Questo vuol dire meno imprese che investiranno oltre alla difficoltà per quelle già esistenti. L’elevato livello di pressione fiscale è uno dei maggiori punti di debolezza della nostra regione. Pensiamo subito a far respirare le nostre imprese, facciamolo adottando urgentemente tutti i provvedimenti necessari affinchè vengano pagati i debiti con le aziende e con i comuni. Lo chiedono i tanti sindaci, amministratori locali, assessori dei comuni che non riescono piu’ a reggere questa situazione paradossale.

La regione Lazio che ha accumulato un debito di 8 miliardi con i fornitori, così come ci ha purtroppo ricordato lei ieri Presidente, troppe volte non risponde a quelle aziende che hanno richiesto liquidità a causa delle casse vuote, ma anche di sistemi e tempi di pagamento poco trasparenti.

La Regione Lazio deve mettere in campo tutte le risorse possibili perché le aziende sono in estrema difficoltà e non possiamo permetterci di allungare i tempi di crisi di liquidità. Se le banche non fanno credito, se a causa della crisi generale, gli affari delle piccole e medie imprese diminuiscono giorno dopo giorno, allora la disoccupazione raggiunge valori inaccettabili e diventa difficile per le famiglie, le migliaia di lavoratori, poter sopportare le spese correnti.

Pensiamo anche a tutti quei lavoratori che sono in cassa integrazione in deroga e che attendono dalla Regione Lazio una speranza.

In questi giorni, in provincia di Frosinone, abbiamo assistito all’ultimo duro colpo al territorio: un dissesto idrogeologico che rischia di assumere proporzioni ancora più gravi se non si mettono in atto azioni mirate immediate. Di fronte alle frane che hanno colpito diverse zone della provincia e la città capoluogo,determinando disagi alla popolazione ma anche preoccupazione per la possibilità di nuovi movimenti franosi, non ci possiamo limitare a soluzioni tampone. Vanno ricercate le cause di ciò che sta accadendo attraverso uno studio geologico che possa dare l’avvio a interventi definitivi.

Interventi urgenti che vengono richiesti anche in tema di rifiuti. Porto alla sua attenzione Presidente e a quella di tutto il consiglio regionale, la questione del trasferimento dei rifiuti di Roma in provincia di Frosinone. Non vogliamo rassicurazioni e contentini. Occorre risolvere il problema dei rifiuti di Roma guardando altrove. Ieri, Presidente, lei ha parlato di una nuova gestione dei rifiuti e di una regione modello alla quale guardare per la diffusione della raccolta differenziata, per la qualità e la sicurezza degli impianti e per l’avvio di quella filiera industriale del riuso e del riciclo. Benissimo ma Roma si assuma le proprie responsabilità’, senza umiliazioni.

Una provincia che ha già subito umiliazioni e tagli in ambito sanitario con un piano regionale che ne ha ridotto i posti letto sotto la media regionale (1,8 ogni mille abitanti, contro i 3,5 della capitale). I distretti sanitari che uniscono il territorio provinciale e quello di Roma hanno portato alla necessità di spostarsi per qualsiasi esigenza specialistica verso la capitale, con tutti i disagi che ne conseguono. Infatti, la chiusura di alcuni ospedali provinciali e la conseguente riduzione dell’erogazione di prestazioni sanitarie, ha comportato l’impossibilità per i cittadini di usufruire di una piena assistenza sanitaria producendo l’emigrazione verso strutture romane con notevole aggravio di costi sui malati e sui loro familiari. A fronte a di questa situazione, è indispensabile individuare con urgenza almeno tutti quei provvedimenti necessari per fronteggiare la grave emergenza in atto nei Pronto Soccorso con potenziamento immediato del personale sanitario e con la definizione dei protocolli operativi. Inoltre, allo scopo di tutelare la salute dei cittadini, è necessaria la riorganizzazione del sistema della rete ospedaliera ed il riordino dell’assistenza territoriale. E che ben venga il nuovo sistema di sanità territoriale per riportare l’assistenza e le cure vicino ai cittadini di cui ha parlato, Presidente, nelle linee guida del suo mandato. Così come risulta davvero necessario affrontare lo squilibrio che oggi più che mai caratterizza il rapporto tra Roma e le province.

Chiedo a questo Consiglio regionale e a lei Presidente, che si intervenga per porre rimedio ad una situazione di degrado non più tollerabile del trasporto ferroviario nella tratta Cassino-Roma.

Una lunga serie di disservizi colpisce le decine di migliaia di passeggeri che ogni giorno per lavoro, sono costretti a servirsi del sistema ferroviario subendo treni in ritardo, sporchi e sovraffollati, carrozze insufficienti, scambi spesso rotti. La qualità del servizio offerto nella tratta Cassino-Roma, non è assolutamente compatibile con i livelli di qualità richiesti al gestore per cui è arrivato il momento di dare risposte concrete a chi utilizza quotidianamente il servizio ferroviario che non può essere continuamente penalizzato da ritardi.. Porto alla sua attenzione Presidente, la necessità di adottare iniziative urgenti per garantire ai pendolari, studenti e lavoratori, il rispetto degli orari e le condizioni dignitose per viaggiare in sicurezza. Il suo intento Presidente, di presentare un piano di infrastrutture credibili a partire dalle grandi priorità irrisolte e da troppo tempo attese, spero tenga in considerazione proprio la tratta ferroviaria più disastrata della regione.

Concludo signor Presidente, chiedendo a Lei e alla sua Giunta che sicuramente saprà lavorare in maniera fruttuosa e celere per le emergenze della nostra regione, di tener conto sempre e comunque che esistono realtà provinciali che hanno bisogno di attenzione continua, affinchè questo consiglio regionale non sia come da più parti si sta ipotizzando, troppo legato alla capitale e al suo territorio metropolitano.

Il nostro ruolo sarà quello di opposizione costruttiva, attenta e partecipata per essere vigili sul bene della Regione Lazio con l’obiettivo di ridare dignità ed ascolto a tutti i cittadini.

Ultima considerazione e suggerimento lo rivolgo al Presidente Zingaretti del l’opportunità di tenere nelle province del Lazio, in maniera ciclica, riunioni di Giunta Regionale confrontando si ancora meglio con il territorio e i propri attori principali.

È’ una sfida difficile che sono certo tutti, all’interno di quest’Aula, affronteremo tutti insieme con responsabilità per disegnare insieme una nuova speranza. Noi non ci tireremo indietro e ci saremo nell’azione di confronto.
Marino Fardelli – Consigliere Regionale del Lazio Lista Civica per Bongiorno Presidente

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