L’associazione culturale “Bene Comune per Cassino” ha aderito alla campagna per la proposta di “legge rifiuti Zero”

L’associazione culturale “Bene Comune per Cassino” ha aderito alla campagna per la proposta di “legge rifiuti Zero” e Sabato e Domenica sarà presente con i banchetti per la raccolta firme presso Piazza Nicolas Green e Corso della Repubblica (all’altezza della chiesa di Sant’Antonio). La strategia “Rifiuti Zero” nasce dallo studio di alcuni scienziati tra cui il prof. Paul Connett della St. “Lawrence University” ed è stata adottata da anni in Europa dai paesi e i comuni più virtuosi nella gestione e trattamento dei rifiuti. Attualmente in Italia oltre una settantina di comuni hanno adottato questa strategia e, a far da guida, c’è il comune toscano di Capannori (oltre 40000 abitanti) che è riuscito ad arrivare già al 90% di percentuale di rifiuti riciclati e conta di raggiungere il 100% nel 2020. Attualmente la strategia Rifiuti Zero rappresenta l’apice della gestione del ciclo dei rifiuti e rispetto ai comuni sistemi di raccolta differenziata applicati in Italia permette una maggiore percentuale di recupero della materia che nel tempo tende progressivamente a far scomparire discariche o inceneritori.  L’associazione “Bene Comune per Cassino” crede che l’esempio del Comune di Capannori (Lucca),  sia la strada da seguire anche per la nostra  città martire, e pertanto  solleciterà  la giunta e i consiglieri del comune di Cassino ad  adottare con una delibera la strategia Rifiuti Zero.

Lo scopo della Legge Rifiuti Zero è quindi quello di mettere al bando gli inceneritori di rifiuti e le megadiscariche, sulla base di una moratoria che preveda la sospensione delle autorizzazioni a tutti gli inceneritori in fase di avvio o di progettazione, la revoca degli incentivi all’incenerimento agli impianti che ne hanno già usufruito per cinque anni, la chiusura degli impianti più vecchi e pericolosi e la tassazione per quelli che rimarrebbero attivi, ma che non sono classificabili come impianti di “recupero di energia”. 
Parallelamente è indispensabile costruire norme applicative per favorire quello che la Legge Nazionale e le Direttive Europee ci dicono essere prioritario da sempre, cioè “la prevenzione e la riduzione, il riutilizzo ed il riuso, la raccolta differenziata porta a porta, il riciclo ed il recupero dei materiali inorganici ed organici per produrre materia prima secondaria per l’industria, compost per l’agricoltura e biometano per ridurre l’importazione di quello fossile”.

Questo avverrà solo sulla base della obbligatorietà dell’adozione del sistema di raccolta porta a porta, e con l’introduzione della tariffa puntuale in base al quale si pagherà per la quota variabile in funzione della capacità di produrre meno indifferenziato possibile e di attivare il compostaggio domestico e di comunità come una delle diverse pratiche di riduzione dei rifiuti urbani”.
 Il potenziamento e l’incentivazione dell’industria del riciclo e del recupero dovrebbe fare il resto dando avvio ad un grande programma di riconversione industriale in cui si renda economicamente favorevole l’industria “pulita” ad impatto zero e l’avvio di un programma di bonifica nei numerosi siti resi pericolosi per qualsiasi interazione umana.

Tale processo di raccolta, alla lunga,  porta sicuramente anche benefici economici per la collettività tutta,  sia un risparmio per i cittadini sulle tariffe e sia anche in termini occupazionali di risorse umane da impegnare per la raccolta.

Le finalità generali del  presente disegno di legge di iniziativa popolare si fondano sulle seguenti linee direttrici:

  • far rientrare il ciclo produzione-consumo all’interno dei limiti delle risorse del pianeta riducendo la nostra “impronta ecologica”  tramite l’eliminazione degli sprechi e la totale re-immissione dei materiali trattati nei cicli produttivi;
  • rispettare gli indirizzi della Carta di Ottawa del 1986, nella consapevolezza che le nostre società sono  complesse e interdipendenti e non è possibile separare la salute dagli altri obiettivi;
  • rafforzare la prevenzione primaria delle malattie attribuibili a inadeguate modalità di gestione dei rifiuti;
  • assicurare l’informazione continua e trasparente alle comunità in materia di ambiente e rifiuti affinché i cittadini siano messi in grado di controllare i determinanti di salute per la promozione della salute stessa e di partecipare alla formazione delle decisioni istituzionali per la gestione dei rischi ambientali e sanitari in tutte le fasi connesse al ciclo dei rifiuti;

riduzione della produzione dei rifiuti del 20% al 2020 e del 50% al 2050 rispetto alla produzione del 2000;

  • recepire ed applicare la Direttiva quadro 2008/98/CE , laddove in particolare indica la scale delle priorità nella gestione dei rifiuti e afferma che “la preparazione per il riutilizzo, il riciclo o ogni altra operazione di recupero di materia sono adottate con priorità rispetto all’uso dei rifiuti come fonte di energia”, per cui, all’interno del recupero diverso dal riciclo, va privilegiato il recupero di materia rispetto al recupero di energia;
  • recepire ed applicare il risultato referendario del giugno 2011 sull’affidamento della gestione dei servizi pubblici locali.

 

Per perseguire le suddette finalità, il presente progetto di legge contiene una serie di misure finalizzate a:

  • Promuovere e incentivare anche economicamente una corretta filiera di trattamento dei materiali post-utilizzo, basata su pratiche per la riduzione della produzione dei rifiuti, sulla raccolta differenziata domiciliare spinta, sulla tariffa puntuale che responsabilizzi l’utente, sul riuso dei beni a fine vita, sul riciclo dei materiali differenziati, sul recupero massimo di materia anche dai rifiuti residuali, sulla riduzione della loro pericolosità, la riprogettazione dei materiali in vista di una loro totale ricuperabilità, ribadendo l’importanza della ricerca e dello sviluppo tecnologico per la prevenzione dei rifiuti (come definita dalla Direttiva  2008/98/CE) oltre che per l’efficienza delle risorse;
  • spostare risorse dallo smaltimento e dall’incenerimento verso la riduzione, il riuso e il riciclo;
  • contrastare il ricorso crescente alle pratiche di smaltimento dei rifiuti distruttive dei materiali che smaltiti non in sicurezza o inceneriti determinano il rilascio di sostanze inquinanti dannose per l’ambiente e  per la salute;
  • ridurre progressivamente il conferimento in discarica e l’incenerimento

Sancire il principio “chi inquina paga” prevedendo la responsabilità civile e penale  per il reato di danno ambientale;

  • Dettare le norme che regolano l’accesso dei cittadini all’informazione e alla partecipazione in materia di rifiuti.

Si può scaricare il testo integrale della legge dal sito http://www.leggerifiutizero.it/

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