venerdì 22 gennaio 2016 redazione@cassino24.it

Il sogno dell’ingegnere maratoneta Di Zazzo: «Voglio tutta Cassino in tuta e scarpette!»

Ingegnere e maratoneta: non poteva che partire da un pragmatico progetto sullo sport la presentazione dei punti programmatici del candidato a sindaco Tullio Di Zazzo. “Fare sport non è una moda. L’attività sportiva migliora la qualità della vita e un cittadino più sano incide molto meno sui costi sanitari, va più volentieri a piedi in una città pianeggiante come Cassino con ripercussioni positive sul traffico che si traduce in meno inquinamento e un numero potenzialmente maggiore di clienti per le attività commerciali. Già solo per questi motivi è evidente che puntare in maniera massiccia sullo sport conviene a tutti. A tutto questo bisogna aggiungere che una comunità dove si pratica lo sport è una comunità più coesa, incline alla solidarietà e all’integrazione”

Bei discorsi da ingegnere, ma all’atto pratico qual è la proposta per i cittadini di Cassino?
“L’obiettivo è quello di avviare il maggior numero di persone allo sport…”

Quindi?
“… dare vita ad una grande Polisportiva popolare”

Di cosa si tratta?
“La Polisportiva popolare è un approccio assolutamente innovativo per l’avviamento alla sport da parte di un’amministrazione comunale. Con questo progetto il Comune valorizza e mette a disposizione spazi e personale qualificato per permettere a tutti di svolgere un ampio numero di discipline sportive a prezzi irrisori se non addirittura in maniera gratuita”

Sport gratis per tutti”: non le sembra la solita promessa elettorale?
“Il problema non è fare promesse in campagna elettorale, quanto mantenerle. E io sono certo di riuscire a centrare l’obiettivo”

In che modo?
“Prima di tutto tenendo aperte fino a sera quante più palestre scolastiche possibili in modo da creare spazi utili per l’attività sportiva e poi coinvolgendo i ragazzi di scienze motorie come trainer. Uno scambio utile a tutti: gli studenti raccolgono crediti formativi e mettono in pratica il loro corso di studi, il Comune si dota di personale qualificato”

E gli attrezzi?
“Chiariamo fin da subito due concetti fondamentali: non ci sarà la sala pesi e non ci sarà il calcio. Detto questo vogliamo privilegiare tutte quelle discipline che si possono svolgere in palestra. Fortunatamente passione, discipline e regole non costano nulla, per gli attrezzi tra sponsor e un piccolo investimento del Comune non ci saranno problemi”

Il nome è a effetto ma in sintesi vuole aprire una palestra comunale?
“Assolutamente no. La polisportiva popolare fa un deciso passo in avanti rispetto alle esperienze già attive sul territorio nazionale delle palestre popolari, cioè strutture in cui si “sposa” un modello aggregativo e culturale che valorizza la coesione, la solidarietà, la competizione sana e non esasperata.
Nel caso della Polisportiva Popolare questo approccio non sarà legato ad un luogo fisico, ma ad una chiara filosofia nello svolgere le varie discipline. Non vogliamo aprire una struttura che si ponga come alternativa economica alle strutture private già esistenti, ma creare un movimento culturale tra i cittadini che veda lo sport come un momento di partecipazione non solo nello svolgere un’attività fisica ma anche nel proporre progetti nuovi all’interno delle strutture comunali”

Un esempio concreto?
“Come detto il Comune metterà a disposizione le strutture e il personale qualificato, oltre a creare i presupposti per avviare allo sport il maggior numero di persone possibile. E questo sarà l’apporto “fisso” del Comune. Passando alla gestione della Polisportiva Popolare, in una prima fase verranno attivati dei corsi su diverse discipline dislocate nelle varie sedi. Già nella seconda fase, che spero arrivi immediatamente, saranno i cittadini stessi a proporsi per portare avanti discipline mancanti in maniera quanto più possibile autonoma. Penso ad esempio alla creazione di un corso di pallamano visto che in città credo che non sia possibile praticare questo sport”

Quindi a Cassino spunteranno squadre per tutti gli sport?
“L’obiettivo della polisportiva popolare è quello di potersi avvicinare alle varie disciplina in maniera “soft”, l’importante è che faccia moto. Ad esempio una persona ogni settimana potrebbe cambiare disciplina fino a quando non trovi quello che fa al caso suo. Col tempo potrebbe diventare brava tanto da essere il coach di quelle persone che approcciano tale disciplina per la prima volta mettendo in pratica quella logica di “mutuo insegnamento” tanto cara a Don Milani. Tornando alla domanda è difficile dare una risposta. Lo sport all’interno della Polisportiva Popolare dovrebbe rimanere amatoriale, questo significa che se a Cassino ci sono già una società che praticano uno sport a livello agonistico sarebbe meglio collaborare, se non ci dovesse essere la volontà di iscriversi ad un campionato si potrà fare solo se in città non è possibile attraverso altre società”

Ma proprio tutti gli sport?
“Andiamoci piano. Devono essere fattibili e sostenibili. Ad esempio ben venga l’arrampicata o il lacrosse se ci sono appassionati ma senza voler fare nessuna ironia, difficilmente si potrà puntare sul golf o sullo squash che hanno costi proibitivi”

Non pensa che potrebbe ridursi tutto a corsi per chi già fa sport?
“La Polisportiva Popolare avrà dei corsi e personale adeguato per svolgere attività con i bambini, ragazzi, adulti e anziani. Senza dimenticare la disabilità che avrà un ampio spazio per andare incontro anche alle esigenze delle famiglie e l’integrazione degli stranieri con l’ausilio di personale specializzato. Fortunatamente lo sport parla un linguaggio universale e su quest’ultimo punto sono certo che non ci saranno problemi”

Non crede che tale iniziativa andrà in concorrenza con le strutture private?
“Le finalità sono molto diverse così come le attività svolte. Detto questo c’è anche un altro aspetto da non dover dimenticare: il sindaco è la massima autorità sanitaria in città ed ha il dovere di lavorare per il benessere dei propri cittadini. Una cittadinanza che fa sport è sicuramente una popolazione più sana. Se le strutture private presentano un progetto che permetta a tutti di praticare sport senza alcun ostacolo di tipo economico e logistico ed in maniera partecipativa potrebbe essere un elemento portante della Polisportiva Popolare”

Le attività si svolgeranno solamente in palestra?
“Certo che no. Nella Villa Comunale e sulla pista ciclabile in determinate fasce orarie ci sarà del personale qualificato che farà dei corsi o fornirà consigli sugli allenamenti”

Crede veramente che tale progetto possa funzionare?
“All’inizio potrebbe esserci qualche piccolo ostacolo culturale da superare così come potrebbe servire un po’ di tempo per mettere a regime la macchina, ma a fare la differenza saranno il senso civico dei cittadini e il responsabile che sarà a capo di tutto il progetto”

Ha già il nome?
“Ovvio. Sono ingegnere mica per caso. Ho scelto il migliore sulla piazza e ho già la sua disponibilità”

Mentre per il senso civico?
“Quando ero uno studente, preparavo gli esami in una sala studio dell’università e ce n’era una che permetteva agli studenti di stare fino a tardi perché chiudeva alle 22 ma era consuetudine che l’ultimo che usciva, a prescindere dall’orario, si tirava la porta dietro. Inutile dire che sotto esami la sala non chiudeva mai e non è mai stato sottratto un libro dagli scaffali. Spero che si possa fare la stessa cosa anche per la palestra”

Qual è il suo sogno?
Vedere una città in tuta e scarpette! Scherzo, recuperare un grande capannone al centro della città e riuscire a mettere in piedi una struttura all’avanguardia che possa diventare il trampolino di lancio per lo sport in città.

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