16 ottobre 2012 redazione@ciociaria24.net

I socialisti Varone e Sambucci: “A Cassino l’alleanza politica PD-SEL-PSI ancora non esiste. Bisogna accelerare i tempi”

Tra i diversi interrogativi che ancora avvolgono le prossime elezioni politiche (primo fra tutti, la legge elettorale), una certezza è affiorata: il centro sinistra farà le primarie di coalizione per la individuazione del candidato alla presidenza del consiglio. È una bella cosa, e, soprattutto, è una bella cosa l’alleanza che ha promosso l’iniziativa: PD, SEL, PSI: una coalizione coerente, ben amalgamata dal punto di vista politico, che trova radicamento nel socialismo europeo e nella sinistra riformista di matrice continentale. Il Partito democratico, come ancora gli riesce a livello nazionale (non ai livelli territoriali, dove scompare del tutto, e, anzi, costituisce, molte volte, elemento di frattura), ha saputo ispirare l’iniziativa politica; e Bersani, facendo una cosa tutto sommato semplice (una alleanza coerente e compatta), è riuscito a risultare un gigante della politica rispetto a Veltroni, che cinque anni prima aveva preferito un’alleanza elettorale con Di Pietro, consegnando l’Italia alla destra berlusconiana (ed alla Lega), con l’unico vero obiettivo (posto che quell’alleanza non aveva alcuna possibilità di battere Berlusconi) di cancellare le sinistre dal Parlamento e dalla politica.

Bisogna dare atto a Bersani di aver avuto determinazione nel prendere le distanze da IDV, impegnata ad inseguire Grillo nelle provocazioni populiste; e nel resistere alla tentazione moderatista (che, peraltro, avrebbe allontanato SEL verso Di Pietro). Non era facile, e neppure scontato: ora, tuttavia, in Italia, il fronte progressista, come avviene nelle democrazie mature del continente, si candida a governare il Paese, con buone possibilità di vittoria.
Ovviamente, le primarie non potranno risolvere i problemi della politica, non potranno neppure scalfire le incrostazioni, le deviazioni, le patologie, che paralizzano un sistema profondamente malato, che si alimenta con fiumi di denaro e con i voti dei cittadini: ai quali (cittadini) deve essere ricordato che sono proprio loro a selezionare, con il voto, la classe dirigente, a scegliere un politico al posto di un altro: basterebbe essere un po’ più avvertiti quando si vota, e di sicuro le cose potrebbero andare meglio: di certo ci sarebbero meno occasioni per indignarsi.

La questione (le questioni: il rapporto tra cittadino e politica, le ragioni della degenerazione del rapporto, il grado di concorso del cittadino nella degenerazione del sistema politico) meriterebbe di essere indagata, ma ci porterebbe lontano; ora, è giusto rimanere sulle primarie. Si voterà il 25 novembre (e, poi, se nessuno dei candidati avrà avuto la maggioranza assoluta dei voti, il 2 dicembre): e dovrà essere una bella festa della democrazia partecipata; potrebbe essere il momento di inizio della rigenerazione della politica. È necessario, tuttavia, porre le basi perché questo possa avvenire, e non è semplice: per i tempi stretti (si vota tra un mese); e per la situazione che esiste nei diversi territori.

In relazione a tale profilo, la situazione di Cassino è paradigmatica: il PD è del tutto inesistente (e non da oggi); il PSI è all’opposizione extra consiliare di una amministrazione di centro sinistra; SEL è unicamente assorbita nell’impegno amministrativo. Il Partito socialista, da diversi mesi, ha provato a sollecitare presso la maggioranza consiliare iniziative politiche volte ad avviare un processo di ricomponimento del centro sinistra; ma è rimasto del tutto inascoltato. Così, a meno di sei mesi dalle elezioni politiche (e a non più di tre da quelle regionali), a poco più di un mese dalle primarie, l’alleanza politica (PD, SEL, PSI) che a livello nazionale si propone per il governo dell’Italia, a Cassino non esiste.

Fermo restando il giudizio severo nei confronti della giunta Petrarcone e ribadita la fermezza della propria azione di opposizione e di controllo rispetto alla maggioranza che amministra Cassino, il Partito Socialista non intende (né avrebbe mai potuto) confondere il livello amministrativo con il livello politico: di fronte al governo dell’Italia, le piccole vicende di piazza De Gasperi (continueranno a produrre la loro incidenza in via amministrativa, ma) non potranno mai influenzare l’azione politica del PSI, non potranno mai fare velo alle sue scelte, unicamente volte al perseguimento ed alla realizzazione dei valori e dei principi cristallizzati nella Carta d’intenti posta a fondamento dell’alleanza.

Pertanto, il Partito Socialista invita i gruppi dirigenti cassinati del PD e di SEL alla costituzione congiunta di un comitato organizzativo e di garanzia che possa assicurare la più ampia partecipazione possibile alle primarie del prossimo 25 novembre e che, già all’indomani della definizione delle regole tecniche (per lo svolgimento delle elezioni: che avverrà entro il 21 ottobre), possa promuovere iniziative di sensibilizzazione e di coinvolgimento dei cittadini e di confronto tra i diversi (ovvero tra le posizioni dei diversi) candidati. Il futuro dell’Italia e il futuro della politica dipendono anche dalle primarie del centro sinistra: le quali costituiscono l’occasione per far comprendere ai cittadini che non è vero che tutti i politici sono uguali.

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