lunedì 4 aprile 2016 redazione@cassino24.it

Gianni Violo sull’inquinamento atmosferico a Cassino: sei step per risolvere il problema

Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato stampa a firma del Dott. Gianni Violo.

«L’inquinamento ambientale da smog e polveri sottili nel corso degli anni, in particolare nei periodi invernali e nei giorni di nebbia ha superato i livelli di guardia anche più volte nelle 24 ore. La causa di questo fenomeno è legato, oltre alle condizioni climatiche, concausa di rilevante importanza, alla particolare conformazione orografica ed idrogeologica del nostro territorio, al traffico veicolare intenso, lento ed altamente inquinante e all’immissione in atmosfera dei prodotti di combustione dei siti industriali, del termocombustore di San Vittore del Lazio e del riscaldamento domestico.

Nel corso del 2015, sforamento dopo sforamento, abbiamo scalato i primati regionali e nazionali per l’emergenza smog, tanto che Cassino è la più inquinata d’Italia. Ma paradossalmente in città esiste una sola centralina di rilevazione per PM10 e PM2,5, in largo Dante. La stampa locale ha segnalato che ricercatori dell’UNICLAM, in una conferenza del 2014, bocciarono il blocco del traffico, perché ritenuto ininfluente sull’inquinamento dell’aria respirata. Però l’AEA. Agenzia Europea dell’Ambiente, già nel 2011 affermava che i trasporti sono responsabili di circa un terzo di tutto il consumo di energia finale nei Paesi membri dell’Unione Europea e che quindi il traffico veicolare incide per oltre il 33% sull’inquinamento dell’aria respirata.

Queste premesse devono innescare negli amministratori accorti la condotta del buon padre di famiglia e, nel caso di specie, dell’intera collettività che, suo malgrado e a sua insaputa, respira veleni. Bisogna pertanto affrontare con serietà e decisione il problema dell’inquinamento con soluzioni intelligenti e definitive, abbandonando scelte estemporanee o tampone che non portano risultati concreti, tenendo presente che la tutela della salute è un bene comune fondamentale. A mio avviso gli interventi da mettere in campo per ridurre l’emergenza smog, prevedono vari step.

Il primo è il rafforzamento del monitoraggio ambientale. L’operazione, realizzabile con finanziamenti regionali, prevede la realizzazione di almeno altre tre centraline, oltre a quella già presente in largo Dante, da dislocare in altri punti della città allo scopo di avere una mappatura complessiva delle PM10, delle PM 2,5, della CO2, dell’anidride solforosa, e degli altri inquinanti, che, nel caso di sforamenti ripetuti, impongono soluzioni estemporanee urgenti per riportare i valori nella normalità. Va inoltre programmato una o più volte l’anno il monitoraggio delle nanoparticelle aerodisperse, particelle di materiali inorganici con dimensioni lineari tra 1 nm e inferiori a 1 µm, che come è noto possono arrecare all’uomo danni di tipo tossicologico e svolgere potenziali azioni carcinogeniche, capaci cioè di causare l’insorgenza di tumori. Le nanoparticelle sono prodotte da qualsiasi tipo di combustione e gli inceneritori, in particolare, ne liberano quantità enormi, perché ad oggi non sono ancora stati prodotti filtri industriali capaci di intrappolarle completamente, viste le loro microscopiche dimensioni. Il sindaco di Cassino, che ha vocazione intercomunale, deve coordinarsi con gli altri comuni, con la ASL di Frosinone, con l’ARPALAZIO, con la Regione Lazio e gli enti omologhi delle Regioni vicine per avere in tempo reale i dati dei prodotti di combustione del Termovalorizzatore di San Vittore del Lazio e dei altri insediamenti industriali.

Il secondo step riguarda lo sviluppo di un Piano Urbano del Traffico, capace di spalmare l’attuale concentrazione della circolazione su più tratti della rete viaria urbana, privilegiando l’anello di strade periferiche che girano attorno al centro urbano con attivazione di direzioni obbligatorie per recarsi nei vari punti del centro, facendo ricorso anche a sensi unici.

Il terzo step prevede il potenziamento dei controlli da parte della Polizia Locale e delle Forze di polizia su veicoli Euro 0-1-2-3,che sono altamente inquinanti.

Il quarto step richiede l’avvio di misure che riducano l’intensità del traffico veicolare in entrata in città. Ciò può essere realizzato con la costruzione di due parcheggi agli ingressi lato Napoli e lato Roma di Cassino, dove i pendolari o i turisti o i visitatori con il solo costo del ticket si garantirebbero la sosta ed il trasporto per e dalla città su navetta ad energia elettrica.

Il quinto step impone la costruzione all’interno del tessuto urbano di nuove barriere vegetali, mettendo a dimora essenze arboree, definite antismog, come ilex, viburno, viburno lucido, corbezzolo, fotinia, alloro, eleagno e ligustro, capaci di assorbire esalazioni di particolato ed anidride carbonica. Queste otto le piante anti-smog, sono state studiate nel progetto “M.I.A. Valutazione quantitativa delle capacità di specie arbustive e arboree ai fini della Mitigazione dell’Inquinamento Atmosferico in ambiente urbano e periurbano”, finanziato dal ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali. La piantagione anti-smog è risultata particolarmente efficace poiché, oltre alla riduzione diretta dell’anidride carbonica, è in grado di migliorare il microclima e ridurre l’uso dei combustibili fossili di circa 18 kg/anno per ciascun albero. Ciascuna pianta messa a dimora in ambiente urbano svolge un’azione di riduzione della Co2 equivalente a 3-5 alberi forestali di pari dimensioni.

Infine l’ultimo step, forse anche quello più difficile da realizzare, prevede una fase informativa e formativa delle attività produttive e dei cittadini utile per conoscere e condividere le modifiche al traffico stradale apportate dal PUT e dalla costruzione dei parcheggi esterni alla città e per modificare il loro stile di vita cominciando a muoversi a piedi nel centro città, al fine di ottenere da una parte la riduzione della produzione di inquinanti dell’aria respirata e dall’altra il mantenimento della forma attraverso l’aumento del movimento fisico».

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