Gabriele Picano: “Cassinate e Sud Pontino, integrazione mai raggiunta, chance sfumate”

La lettera dell’associazione avvocati del Sud Pontino, indirizzata al Consiglio dei Ministri, contro l’accorpamento del Tribunale di Cassino con quello di Gaeta, porta alla ribalta un problema storico che vede due province unite geograficamente ma ancora troppo distanti in termini di integrazione, di sviluppo unitario e di raccordo economico. In una nota il commissario provinciale di Scelta Civica e consigliere comunale di Cassino prende spunto dalla tematica per invitare l’amministrazione della sua città a farsi protagonista di azioni-ponte tra le due realtà finalizzate a creare quell’asse strategico da tanti teorizzato ma mai realizzato.

«Le decisioni istituzionali – spiega Picano – devono trovare il loro consenso popolare e per questo la politica può dare il suo contributo. Il comune di Cassino non si è mai preoccupato eccessivamente di sponsorizzare formule di integrazione tra i territori di Formia e Gaeta con quello cassinate, sia sotto il profilo amministrativo ma anche, ad esempio, associazionistico o culturale. Sono vari i livelli integrativi che potevano essere percorsi per evitare che due aree così vicine subiscano condizioni di estraneità tali da renderle quasi incapaci di dialogo. Invece l’amministrazione può fare molto. Tra gli argomenti da mettere su un tavolo comune c’è sempre quello relativo alle difficoltà di percorrenza della Ss 630.

L’abnorme aumento dei tempi per chi imbocca la superstrada e la mancanza di alternative fanno in modo che anche la distanza, pur limitata, tra i due centri si trasformi in un enorme ostacolo. Una diversa prospettiva, invece, aiuterebbe l’integrazione economica tra i due territori. Lo stesso Cosilam potrebbe avviare ragionamenti e possibili interazioni con l’area industriale del sud pontino per favorire una politica di crescita integrata. In sostanza, spostare il centro gravitazionale industriale creerebbe tout court un bacino di interesse strategico eliminando diffidenze e malumori.

Analogamente determinate potrebbe essere il ruolo dell’Università degli studi di Cassino e del Lazio Meridionale, che tanto ha insistito per avere una denominazione che rimarcasse la sua territorialità, nel favorire un’integrazione culturale tra le due aree. Resto convinto che sarebbe stato importante, quando si è trattato di nominare due componenti esterni nel Cda dell’ateneo, incentivare la presenza di esponenti pontini per realizzare nei fatti il bacino del Lazio meridionale mentre sono state scelte personalità provenienti da Roma e da Napoli.

Insomma se manca una convenienza in termini infrastrutturali, economici, industriali e in totale assenza di tentativi di integrazione è quasi scontato che qualsiasi prospettiva unitaria parta con i piedi di argilla e rischi di essere sempre messa in discussione. Ecco perché – conclude Gabriele Picano – reputo una priorità riunire le amministrazioni comunali di Formia,  Gaeta e Cassino per fare fronte comune in merito a formule di integrazione capaci di portare indiscussi vantaggi ad entrambe le aree.  E’ compito della classe dirigente creare le condizioni di vicinanza reale tra territori che altrimenti continueranno a trattarsi e a vivere da estranei».

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