10 febbraio 2017 redazione@ciociaria24.net

Discarica abusiva a cielo aperto, anziano cassinate nei guai

Continuano incessanti i servizi preventivi effettuati dal personale del Comando Compagnia di Cassino e coordinati dal Comando Provinciale di Frosinone, volti sia a contrastare la commissione dei reati in genere che a garantire maggiori standard di sicurezza ai cittadini. Nello specifico, dalla serata di ieri sino alla mattinata odierna, il personale dipendente ha svolto mirati servizi per il controllo del territorio, tesi a prevenire: i reati contro il patrimonio; le violazione ambientali, il consumo e lo spaccio di sostanze stupefacenti e le infrazioni al Codice della Strada, in particolare la “guida sotto l’effetto di sostanze alcoliche/psicotrope”, attraverso un massiccio controllo alla circolazione stradale, sulle principali arterie e snodi di comunicazione , in prossimità del casello autostradale dell’A1 di competenza e nelle adiacenze delle Stazioni Ferroviarie. Sono state inoltre eseguite specifiche attività finalizzate alla captazione di soggetti d’interesse operativo.

L’espletamento delle predette attività preventive (che hanno visto l’impiego del personale delle Stazioni dipendenti e del rispettivo Nucleo Operativo e Radiomobile), ha permesso di conseguire i sottonotati risultati:

a Cassino, personale del NORM della Compagnia, nell’ambito di un predisposto servizio teso alla tutela ambientale, coadiuvati dal personale dell’ARPA Lazio e dell’ASL – distretto di Cassino, hanno denunciato un 69enne del posto (già gravato da vicende penali per i reati di falso, truffa, lesioni e reati contro la persona), poiché resosi responsabile del reato di “realizzazione di una discarica abusiva di rifiuti speciali”. L’uomo aveva realizzato, nei terreni risultati essere di proprietà di una società avente sede in Roma e di una 33enne del luogo, una discarica abusiva di rifiuti speciali pericolosi e non, consistenti in “congelatori – frigoriferi – carcasse di TV e PC – batterie – pneumatici – tubi in gomma – barattoli di vernici ed altro”. L’area in argomento, di circa 4.000 m2, veniva circoscritta e sottoposta a sequestro in attesa della relativa bonifica.

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