6 dicembre 2013 redazione@ciociaria24.net

“Cosa sarebbe il Santa Scolastica di Cassino senza il progetto Andrea?”

Torna l’8 dicembre il “Dolce Natale”, la raccolta fondi per sostenere il reparto pediatrico promossa dai volontari dell’AGe (Associazione Genitori). “Cosa sarebbe il Santa Scolastica di Cassino senza il progetto Andrea?”. Un interrogativo che coinvolge tantissimi genitori e volontari attivi in città per migliorare la qualità di vita nel reparto pediatrico. Sono tante le problematiche da affrontare quotidianamente nell’ospedale cittadino ma resta fondamentale offrire ai piccoli degenti ed alle loro famiglie, spesso trascurati, un ambiente colorato, allegro e più vivibile, garantendo loro anche un supporto psicologico.

Per sostenere tale iniziativa torna – come ogni anno l’8 dicembre – l’appuntamento con il “Dolce Natale”, l’evento giunto alla sua undicesima edizione, promosso dall’AGe (Associazione Italiana Genitori) di Cassino, che sarà ospitato quest’anno presso il centro commerciale Le Grange a Piedimonte San Germano, presso il villaggio di Babbo Natale creato dalla ludoteca Kidzopolis. Offrendo un piccolo contributo degustando i dolci natalizi prodotti da sapienti mani artigiane, tutti potranno sostenere il progetto “Andrea” che ha bisogno ancora di tantissimi volontari. Nel villaggio sarà possibile anche partecipare a brevi seminari informativi su educazione, scuola, prevenzione e salute e per i più piccoli usufruire dei tanti giochi.

Le raccolte fondi delle precedenti edizioni hanno permesso di dotare di utili attrezzature il reparto pediatrico, la sede U.I.C. di Cassino e il centro per diversamente abili di Caira. Il progetto c’è e continua ad operare “per donare ancora un sorriso a chi è meno fortunato. Dieci anni fa – spiegano i volontari dell’AGe – ci hanno insegnato che si può aiutare anche con poco, che per fare bene non esistono alchimie particolari, basta solo volerlo e crederci. Noi ci abbiamo creduto e continueremo a farlo. Siamo convinti, infine, che il vero genitore è colui che va oltre i confini familiari sentendo come proprie le difficoltà familiari altrui, prestando ad altri l’attenzione e la cura che vorrebbe fossero offerte a lui”.

Menu