mercoledì 1 agosto 2012 redazione@cassino24.it

Consorzio Bonifica Valle del Liri: rottura fiduciaria all’interno della CIA

Leggiamo con relativo stupore e notevole sconcerto le ultime notizie che riguardano l’ente Consorzio di Bonifica Valle del Liri. Dopo una guerra lacerante che aveva caratterizzato gli ultimi cinque anni di mandato, producendo alle recenti elezioni consortili del novembre 2011 una storica spaccatura tra le tre confederazioni agricole (Cia, Coldiretti e Confagricoltura), che per decenni hanno gestito il Consorzio, si è arrivati addirittura alle faide interne ad una delle due organizzazioni (Cia e Coldiretti) uscite vittoriose dall’ultima tornata elettorale. Da quel che si apprende dal primo comunicato del presidente del Cia, Ettore Togneri, si sarebbero verificati episodi di assoluta gravità che hanno indotto il sindacato dal lui rappresentato a revocare gli incarichi fiduciari verso due membri dell’esecutivo “in quota” alla Confederazione Italiana Agricoltori.

Si evince, leggendo il suddetto comunicato, che i fatti che portano alla rottura fiduciaria tra la Cia ed i suoi rappresentanti non sono legati a divergenze di vedute e di linea politica in seno alla gestione operativa del Consorzio, ma piuttosto ad un perseguimento da parte degli “sfiduciati” di interessi diversi da quelli che, evidentemente, rientravano nelle aspettative del loro presidente provinciale. Riportando testualmente quanto espresso nel comunicato Cia, “chi rappresenta la nostra Confederazione, a qualsiasi livello e in qualunque organismo di carattere locale o provinciale, è tenuto a tutelare unicamente ed esclusivamente gli interessi degli agricoltori, dei nostri iscritti e, nella fattispecie, dei numerosi associati al Consorzio che, anche alle scorse elezioni, ci hanno premiato confermando fiducia alla Cia“, l‘Unità dei Consorziati ricorda al presidente Togneri che dichiarando ciò, evidentemente dimentica o volontariamente tralascia il fatto che chi siede nel CdA, ed in particolare chi ricopre cariche esecutive nel Consorzio, dovrebbe, anzi, DEVE in primo luogo rappresentare tutti, ma proprio tutti, i consorziati (che sono molti di più degli ancor pochi effettivi votanti e dunque del 12% sul totale degli elettori che ha dato fiducia all’alleanza Cia-Coldiretti) che pagano le tasse e che gradirebbero ricevere in cambio un servizio efficiente ed omogeneo sull’intero comprensorio.

Aggiunge ulteriore disagio il fatto che poi, a seguito di tali dichiarazioni, si sia innescato un botta e risposta tra “accusati” e “accusatore” che ai più (cioè ai “normali e ignari” contribuenti che, secondo noi, sono i primi ai quali gli amministratori dell’ente dovrebbero render conto) appare come una serie di reciproci avvertimenti più o meno velati; in tutto ciò evidenziamo come lo stesso Presidente del Consorzio si sia affrettato ad esprimere pubblicamente la propria solidarietà ai colleghi di esecutivo, senza tuttavia preoccuparsi di chiedere a quali eventuali gravi episodi faccia riferimento Togneri che, secondo la logica spartitoria da quest’ultimo ostentata quando parla di “rimettere in discussione gli equilibri generali in seno ai tre Consorzi della provincia di Frosinone”, in qualità di Presidente provinciale della Cia rappresenta anche uno degli “azionisti” dell’attuale consiglio d’amministrazione del Valle del Liri.

Ricordiamo che come Unità dei Consorziati, dopo aver preso parte con una nostra lista alle ultime elezioni consortili, siamo stati i primi a far gli auguri di buon lavoro ai vincitori, auspicando in primo luogo un cambio di rotta rispetto alle disastrose gestioni precedenti. Ora, mettendo da parte i toni da campagna elettorale, riscontriamo purtroppo l’emergere, con l’asprezza dello scontro in atto, di tutti quei vizi e quelle dinamiche di potere autoreferenziale che questo Ente, i suoi dipendenti e tutti i cittadini consorziati e contribuenti certamente non meritano.

Facciamo un appello alle parti in causa, organizzazioni agricole da una parte e loro rappresentanti nel consiglio di amministrazione dall’altra, di fare immediatamente e pubblicamente (oltre che in altre, eventuali, sedi opportune) chiarezza su quanto sta accadendo facendo emergere al più presto, se ci sono, gli “episodi di assoluta gravità” di cui si è parlato in questi giorni. Qualora ciò non dovesse avvenire, e nei tempi rapidi che il momento di crisi esige, si assumano tutti le loro responsabilità e in caso di rottura insanabile, come oggi appare (al di la di scontati dietrofront), tra amministratori e loro referenti, rimettano tutti il loro mandato dando nuovamente la parola ai consorziati, agricoltori e non, che quando pagano le tasse pretendono in cambio servizi efficienti e trasparenza”.

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