Con Cassino Housing il Comune prova a sconfiggere i disagi socio-abitativi dei cittadini

“Un progetto che prevede soluzioni innovative sul territorio comunale in favore di cittadini che si trovano in condizioni di disagio socio-abitativo, attraverso una serie di iniziative che vanno dall’accoglienza abitativa transitoria, passano per l’integrazione ed il reinserimento sociale e professionale sino al supporto nella ricerca di abitazioni abitative autonome.” A dichiararlo il sindaco Giuseppe Golini Petrarcone a margine della Giunta che ha visto approvare la delibera contenente il bando per il progetto pilota ‘Cassino Housing punto zero’ destinato a soggetti del terzo settore. “Il disagio abitativo – ha continuato il sindaco – è un fenomeno multidimensionale che fa riferimento a quelle dimensioni della vita delle persone che condizionano l’accesso alla casa e che comprendono la condizione familiare psicosociale, economica, lavorativa e abitativa; rappresenta uno dei fenomeni sociali più emergenti del nostro Paese e del nostro territorio a causa dell’aggravarsi degli effetti della crisi economica – finanziaria nazionale.

L’idea è quella, attraverso questo progetto, di garantire una soluzione abitativa transitoria che agevoli la costruzione di un percorso di reinserimento sociale e lavorativo dei nuclei familiari coinvolti. Si tratta di un sistema che coinvolge oltre all’Ente anche tutto il Terzo Settore per dare subito una disponibilità alloggiativa adeguata e dignitosa. Siamo certi che questa iniziativa rappresenti un’occasione importantissima proprio nell’ottica di un nuovo Welfare delle opportunità, proseguendo quel percorso virtuoso che questa Amministrazione è stata capace di costruire nel tempo, non solo garantendo i servizi essenziali esistenti, ma riuscendo a potenziarli e crearne di nuovi passando da un’ottica dell’assistenzialismo puro ad un processo che vede al centro la persona nel suo insieme. Ancora una volta l’Amministrazione mette al centro della propria azione l’attenzione nei confronti delle fasce di popolazione più svantaggiate con un’iniziativa che contribuisce, insieme alle altre, a fare della nostra città un laboratorio all’avanguardia nei servizi assistenziali e nelle politiche dell’inclusione.”

È stato l’assessore alle politiche sociali del Comune di Cassino, Stefania Di Russo, a spiegare il contenuto di quello che può essere definito un progetto pilota nell’ambito del Terzo Settore. “Con questo progetto – ha sottolineato la Di Russo – abbiamo voluto porre le basi per affrontare il disagio abitativo in maniera diversa rispetto a quella con cui si è finora affrontato non solo nella nostra città, ma, salvo poche eccezioni, nell’intera nazione. Come è noto la situazione a Cassino attualmente vede presenti sul territorio 1100 alloggi Ater di cui alcuni in condizioni fatiscenti e con una scarsa manutenzione anche a livello condominiale. Il 10% di questi alloggi è stato negli anni occupato in maniera abusiva prima che si potesse fare regolare assegnazione nel rispetto della graduatoria. Una situazione molto grave praticata in tutta Italia che nasconde non solo il disagio di alcuni, ma anche abitudini poco lecite che nel tempo purtroppo si sono consolidate. Mentre da un lato, quindi, chi è in graduatoria pretende giustizia, dall’altra abbiamo chi ha occupato da tanto tempo che pretende di essere sanato. A questo si aggiungono, data la totale emergenza, tutti quei movimenti, sostenuti legittimamente anche da alcune sigle sindacali, che, in nome del sacrosanto diritto alla casa, cercano soluzioni aggiuntive per far fronte al disagio abitativo non solo attraverso gli affitti calmierati, ma anche attraverso l’individuazione di beni demaniali o comunali dismessi da destinare ad uso abitativo.

Quello che occorre sottolineare è che anche in questo caso, qualora si seguisse questa scia, l’assegnazione degli immobili demaniali dovrebbe avvenire secondo principi oggettivi, condivisi dalla comunità e non in maniera definitiva, ma come punto di partenza per un percorso di reinserimento della persona o della famiglia che vive il disagio. Partendo da tutto questo tante sono state le iniziative messa in campo dal Comune di Cassino. Mi riferisco ai bonus affitti ed ai bonus sfratti, di mille euro ognuno, che si sommano a quelli regionali. Senza dimenticare il gli uffici hanno sempre provveduto, per quanto di competenza, all’assegnazione degli alloggi nel rispetto della graduatoria esistente, ma purtroppo spesso le assegnazioni sono state precedute da un’occupazione abusiva degli immobili. Un altro aspetto che sottolinea come il disagio abitativo rimane una delle punte di un disagio socio – familiare più ampio ed è quindi soltanto il corollario di una situazione in cui la famiglia va sorretta in senso più allargato.

Il principio su cui si basa il progetto Cassino Housing punto zero è quello che prevede un percorso completo di assistenza alla famiglia che inizia nel momento in cui compare il primo segnale di disagio. Mi riferisco ad esempio al primo affitto non pagato oppure alla perdita di lavoro. Un processo in cui l’assegnazione della casa per un periodo transitorio di sei mesi un anno è coadiuvata da una serie di azioni precedenti di natura socio – educativa e relazionale affinché quella famiglia ritrovi l’equilibrio relazionale ed economico su cui poter costruire un recupero sociale che le consenta in futuro di potersi fittare un’abitazione con proprie forze e risorse. Con questo progetto che si somma a quelli precedenti, nessuno a Cassino, anche chi non ha lavoro, dovrà temere di rimanere senza una casa. Così come non deve temere di rimanere solo chiuso in una stanza di albergo perché ci sarà chi lo prenderà per mano e lo guiderà nella riscoperta e nella rivalutazione delle proprie risorse grazie ad un percorso che prevede anche la partecipazione ad azioni socialmente utili in favore di quella comunità di cui fa parte.”

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