venerdì 27 giugno 2014

Cassino: Petrarcone chiede una sanità provinciale equilibrata e tripolare

“A seguito della Consulta dei Sindaci del Lazio Meridionale di venerdì scorso, questa mattina abbiamo incontrato tutte le sigle sindacali per programmare degli interventi congiunti a favore della sanità cassinate e frusinate.” A dichiararlo è stato il sindaco di Cassino, Giuseppe Golini Petrarcone, a margine della riunione che si è tenuta questa mattina nella sala giunta del Municipio. “Ciò che è emerso – ha continuato il sindaco – è la necessità di fare fronte comune al fine di salvaguardare i livelli minimi assistenziali che spettano di diritto ad una provincia con 500 mila abitanti, con un area geografica molto eterogenea e la presenza di diverse zone montane. Una provincia in cui Cassino dista da Frosinone 55 km e da Sora 40; pertanto è evidente che bisogna fornire ogni territorio di riferimento alle tre città dei livelli di assistenza per l’acuto al fine dei garantire la salute di ogni cittadino. A tal proposito anche in questa sede è stata ribadita la necessità di un incontro urgente con il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, a nome anche dei sindaci della Consulta, per difendere un territorio che è stato da sempre minacciato e, in seguito al Decreto Regionale n. 80 del 2010 (le cosiddette macroaree), depredato dalla sanità romana.”

Sull’argomento è intervenuto anche l’assessore alla sanità, Stefania Di Russo, che ha preso parte questa mattina all’incontro con i sindacati. “Stando precisamente ai numeri – anche se di numeri, quando si tratta di sanità, non bisognerebbe proprio parlare – la nostra Provincia ed il cassinate reclamano posti letto che mai finora ci sono stati dati. Sempre ragionando sui numeri – ha sottolineato la Di Russo – visti i pensionamenti ed i trasferimenti degli ultimi anni, abbiamo diritto a 45 deroghe, che non vogliamo assolutamente perdere e che permetterebbero alla nostra sanità di riprendersi con dignità. Non vogliamo essere considerati un’appendice della sanità romana, ma protagonisti nel settore. Pertanto, rivendichiamo il diritto alla qualità dei servizi sanitari e la continuità che solo le assunzioni ci possono garantire. Ben venga l’osmosi con le realtà universitarie e i policlinici, ma noi dobbiamo caratterizzarci per una qualità di assistenza che non ci renda vassalli di nessuno. Abbiamo i numeri, abbiamo le strutture, abbiamo le professionalità che vanno solo implementate: non ci manca niente per accettare la sfida del confronto; sono certa che in poco tempo, se ci viene concesso ciò che per diritto ci spetta, la nostra sanità può essere una valida alternativa al sovraffollamento delle strutture, non solo romane, ma anche del Molise e della Campania. Del resto i medici del Santa Scolastica che stanno lavorando in assedio, sottoposti a dei veri e propri tour de force pur di mantenere i reparti aperti, hanno diritto al rispetto e stanno dimostrando di essere all’altezza di una sfida che impedirebbe ad ogni cittadino di fare viaggi della speranza per raggiungere un ospedale.”

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