5 dicembre 2013 redazione@ciociaria24.net

CASSINO – L’assemblea dei soci conferma la fiducia al Cda e al direttore generale del Cosilam

Una fiducia piena “senza se e senza ma” all’operato del Consiglio d’amministrazione e del direttore generale del Cosilam. Questo il dato fuoriuscito dall’assemblea dei soci del Consorzio che ha visto una partecipazione record con oltre il 78% dei soci. “La decisione di convocare questa assemblea – ha spiegato il presidente Giuseppe Golini Petrarcone – nasce dalla volontà di informare tutti sullo stato di salute del Cosilam e per verificare la fiducia da parte di soci. Questa seduta era stata convocata inizialmente per il 27 novembre, poi si è deciso di spostarla visto che alcuni Comuni avevano segnalato la propria indisponibilità a causa dei Consigli comunali già convocati”.

Il presidente del Consorzio ha voluto fare chiarezza su alcuni aspetti su cui si è detto “molto e in maniera errata”, iniziando dal prolungamento del contratto del direttore generale: “Nel Consiglio d’amministrazione ci siamo chiesti se fosse opportuno procedere ad un rinnovo del contratto per garantire, nell’interesse dell’Ente, una continuità gestionale necessaria non solo a preservare l’equilibrio strutturale, funzionale e relazionale, ma anche e soprattutto nell’ottica di un consolidamento delle attività, di durata pluriennale i cui frutti giungeranno a maturazione in una prospettiva di medio-lungo periodo, poste in essere dal Cda con l’ausilio delle competenze del direttore generale. Su questo stavamo ragionando e vogliamo continuare a ragionare nell’esclusivo interesse dell’Ente”.

E sui titoli del direttore ha aggiunto: “Il curriculum vitae del direttore ci aveva già convinto ad averlo a capo del Consorzio, ed è grazie alle sue azioni di management che oggi tanti progetti sono stati portati a termine. Tutto questo in un momento di forte criticità per il nostro territorio e di enorme difficoltà del Paese”.  Dopo l’introduzione del presidente si è discusso della situazione economica dell’Ente e il professor Raffaele Trequattrini, membro del Cda, ha spiegato che “il Cosilam si trova in una fase cruciale della propria esistenza e questo è dovuto a delle criticità economiche derivanti da servizi erogati a tariffe inferiori rispetto a quelle del mercato e a finanziamenti regionali erogati con eccessivo ritardo. Per garantire la crescita si è ritenuto di rivedere le tariffe, procedere al consolidamento del patrimonio e implementare nuove progettualità che possano garantire nuovi ricavi”. Per rimanere in tema economico si è affrontato anche un altro argomento finito spesso nell’occhio del ciclone: il compenso del direttore generale dell’Ente e gli assegni ‘ad personam’.

Ad illustrare nel dettaglio questi argomenti è stato il dottor Mariano Casano, consulente del lavoro del Cosilam, che ha sottolineato come il compenso del direttore generale sia notevolmente inferiore rispetto a quello previsto dal contratto nazionale per un direttore generale con rapporto di lavoro subordinato, ma non solo. Il consulente ha anche evidenziato che il compenso deve essere ulteriormente decurtato perché a suo carico ci sono anche gli stipendi delle due persone che fanno parte dello staff di direzione necessario a realizzare, tra l’altro, il progetto di censimento che l’Ente sta effettuando con visite nelle aziende. Una necessità ancora maggiore vista l’assenza di tre dipendenti per maternità.  Per quanto riguarda gli assegni ‘ad personam’, invece, il dottor Casano ha sottolineato che si tratta di un accordo sottoscritto dall’Ente con tre lavoratori dell’impianto di depurazione necessario per garantire la massima efficienza e il pronto intervento in tutte le ore del giorno e della notte a costi contenuti e più favorevoli per l’Ente. Infatti le somme erogate coprono totalmente ogni altro tipo di costo.

Molto atteso l’intervento del direttore generale del Cosilam Antonio Gargano che, oltre a illustrare nel dettaglio le opere realizzate e in fase di realizzazione, si è soffermato in particolare sulla necessità di definire il trasferimento del patrimonio dall’Asi al Cosilam: “Nel nostro territorio insistono beni che producono risorse cospicue pari a oltre 800 mila euro. Risorse che, però, non vengono reinvestite nel nostro territorio, ma bensì destinate all’area frusinate perché finiscono nelle casse del consorzio Asi. In tutti questi anni non si è riusciti ad arrivare ad una soluzione nonostante i tanti tentativi. Oggi si avverte la necessità di normare questa situazione divenuta insostenibile e non più accettabile. Per questo è stato chiesto l’inserimento di una norma specifica, nella legge di riordino dei consorzi industriali, in cui si chiarisca che tutte le opere ubicate su un territorio seguano i consorzi che hanno competenza sugli stessi”. Subito dopo gli interventi si è aperta la discussione al termine della quale è stata espressa a maggioranza, con una sola eccezione, la fiducia al consiglio d’amministrazione e al direttore generale affinché pongano in essere tutte le azioni necessarie per garantire quella indispensabile continuità gestionale dell’Ente.

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