Cassino, clamoroso sfogo dell’Ing. D’Alessandro: «Genitori, docenti ed alunni disprezzati»

Dura presa di posizione del Presidente del Consiglio di Istituto del Primo Istituto Comprensivo di Cassino contro l'amministrazione comunale

Riceviamo e pubblichiamo il seguente comuncato a firma dell’Ing. Carlo Maria D’Alessandro, Presidente del Consiglio di Istituto del Primo Istituto Comprensivo di Cassino.

La scorsa settimana si è svolto un incontro tra l’Amministrazione Comunale ed i dirigenti degli istituti comprensivi poiché sembrerebbe che il 3^ istituto non avrebbe spazi sufficienti per ospitare alcuni alunni della scuola media Diamare. Ovviamente, nel più ampio ed ormai consolidato disprezzo del personale docente, non docente, genitori ed alunni del 1^ Istituto si è pensato di allocare alunni della Diamare presso le elementari della scuola primaria di via Pascoli. Essendo questa la soluzione più becera, inutile, contraria ad ogni norma di sicurezza ed offensiva nei confronti delle famiglie del primo istituto si è deciso lunedì di effettuare un sopralluogo cui hanno partecipato per il comune l’ing. Lastoria, per il 3 istituto comprensivo la vicepreside ed il RSPP, oltre alla dott.sa Di Palma, dirigente scolastico della scuola, all’ing. Aldo  Russi, a sua volta RSPP del primo istituto ed il maestro Fiorenzo Simeone, vicario e responsabile del plesso.

Durante tale incontro sono emerse soluzioni sconcertanti. La prima è stata quella di voler smantellare l’aula informatica dove sono presenti apparecchiature hardware ottenute con i finanziamenti della fondazione Roma e donazioni dell’Agenzia delle Entrate; successivamente i benpensanti venuti dalle schiere comunali e del terzo istituto, hanno ipotizzato di eliminare l’aula di musica e ciò mi fa ribrezzo considerando che il consiglio di istituto ed il collegio docenti hanno deliberato all’unanimità di chiedere l’intitolazione del plesso al compianto maestro Pio Di Meo, vista la vocazione musicale dell’intero istituto comprensivo, la cui orchestra rappresenta un grande risultato didattico e pedagogico per tutta la città.
Sostanzialmente, hanno deciso letteralmente di appropriarsi indebitamente del locale mensa e della cucina, in modo da creare due aule con annesso bagno in modo indipendente; le aule del primo istituto verrebbero così ricollocate: eliminano l’archivio e lo sistemano in fondo alla palestra, recuperando un’aula; trasferiscono il segretario nell’ufficio di presidenza (che verrebbe a sparire)  recuperando l’altra aula; abbattono dei tramezzi al piano terra per ricostruirci il laboratorio musicale sacrificando l’aula dell’handicap. Il tutto condito con la spada di Damocle che tale soluzione dovrà essere avallata dal dirigente del terzo istituto, ovvero: il comune è in attesa di un’autorizzazione a procedere!.

E tutto ciò crea malcontento nei genitori e la loro alzata di scudi. Infatti, non è possibile che un’amministrazione comunale lasci le proprie decisioni in mano a chi non ha titolo a prenderle. Inoltre sono anni che chiediamo interventi sulla scuola di via Pascoli, sulla Scuola Media Di Biasio e sull’asilo di via Arno; de resto, i fondi per i parcheggi, la sistemazione interna, le finestre e Dio solo lo sa quanto altro per le altre scuole si trovano e si soino travati mentre per il nostro complesso scolastico non si provvede nemmeno ad inviare la ditta di manutenzione per ripristinare la coibentazione del tetto dell’asilo di Via Arno, nonostante uno dei genitori (il dott. Luca Corigliano) abbia già fornito (gratis) tutto il materiale.

Forse è bene ricordare che a seguito di dimensionamento, la scuola media Di Biasio a settembre del 2012 era costituita da 30 classi con una popolazione scolastica di  circa 630 alunni. Non c’èra spazio per tutta la segreteria, costituita da  7 assistenti amministrativi oltre al DSGA. Per questo motivo è stata spostata tutta la struttura amministrativa a Via Pascoli e quindi anche la sede legale; inoltre con questa operazione sono state ridotte al minimo le spese necessarie per portare ogni assistente amministrativo di una postazione collegata in rete, mettendo a lavorare nella stessa stanza quattro impiegati. In questa operazione nulla la dirigente ha chiesto al Comune.

Ma se la capacità di accoglienza degli alunni della scuola media Diamare era limitata, come mai si trovano alunni in sovrannumero tali da chiedere aule al nostro plesso già saturo? La risposta è l’unica che chiunque si aspetterebbe, ovvero che c’è stato un sovradimensionamento non accettabile e sebbene voluto, forse da correggere. Inoltre, il terzo Istituto ha a disposizione numerose strutture dove poter allocare i propri studenti e, di certo, la scuola di piazza Piave è uno di quelli, magari consigliando qualche accorpamento di personale nelle stanze stante anche le nuove disposizioni in materia di dotazioni di superfici per i dipendenti pubblici. Sottolineo, altresì, che le soluzioni proposte dal comune sono dispendiose e si incardinano nel principio contrario al controllo della spesa pubblica. Ricordo, infine, che la scuola di via Pascoli è per antonomasia e per storia la scuola elementare di Cassino chiamata “le centrali” e tale circostanza andrebbe ricordata a quale forestiero, sia esso assessore, sia esso dirigente scolastico che troppo presto ne dimentica l’importanza e vedasi in tale senso il comportamento dell’Amministrazione in occasione della chiusura del plesso per ospitare il quartier generale della stampa durante il Giro d’Italia.

Naturalmente reagiremo a tali violazioni che il Comune, o chi per esso, ha intenzione di porre in atto utilizzando qualunque mezzo a nostra disposizione per evitare che la scuola elementare subisca l’ennesimo colpo per mano di chi, animato non si sa bene da quale sterile impulso viscerale, abbia intenzione di creare solo disagi e svolgimento dei servizi pubblici oltre il limite tollerabile anche ai fini della sicurezza dei nostri figli. Però, da dirigente pubblico di questa provincia mi auguro che le argute menti politiche che governano la città trovino la soluzione più idonea che, certamente, non è nessuna di quelle finora prospettate.

Ing. Carlo Maria D’Alessandro

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