sabato 5 luglio 2014

Cassino, Chiusura Cosilam, irrompe l’ex sindaco Scittarelli: «Motivazione ridicola»

Il Cosilam, strategico Ente consortile a servizio dello sviluppo industriale del sud della provincia di Frosinone, si avvia verso la chiusura. A determinare questa assurda decisione una iniziativa politica di cui si è intestata la paternità il gruppo politico di sinistra che governa la Regione Lazio.

La motivazione che accompagna l’iniziativa è ridicola quanto insussistente e non ha nulla a che fare con la “spending review” con la quale si cerca di giustificare ciò che è semplicemente un’operazione di arroganza , politica verso un territorio che cerca da tempo di trovare una sua strada verso lo sviluppo e il benessere economico.

Secondo la maggioranza che governa la Regione Lazio, il Cosilam dovrebbe essere accorpato all’ASI di Frosinone , per operare dei risparmi senza nulla togliere al Cassinate. Ma come si può affermare tutto ciò? Se l’ASI da quando è nato avesse svolto il suo ruolo, il Cosilam non avrebbe avuto modo di nemmeno di nascere. Persino negli anni settanta quando il Governo centrale si sostituì di fatto all’ASI per dotare il cassinate delle infrastrutture necessarie alla Fiat, questo Ente brillò per la sua totale assenza.

E’ utile ricordare ai consiglieri regionali Bianchi e Buschini, che si sono intestati la responsabilità di chiudere una delle esperienze più positive del territorio, che il Cosilam non fu istituito per capriccio. La nascita di questo importante Ente prese le mosse da una profonda esigenza di cui si fecero interpreti sia il sottoscritto, allora sindaco di Cassino, sia l’on. Teresa Formisano, all’epoca assessore regionale e con l’adesione convinta e partecipata di tutti i sindaci del cassinate.

Il Cosilam si dimostrò subito una felice intuizione. L’ASI di Frosinone si era dimostrato impotente a gestire sia l’ordinario, sia le emergenze economiche della provincia. L’arrivo del nuovo Ente inaugurò una stagione di politica attiva degli Enti locali per far fronte alle emergenze industriali e produttive del territorio.

Ma se tutto questo è vero, perché buttare l’acqua con tutto il bambino? E’ storia recente il contenzioso tra Cosilam e ASI per la divisione e riattribuzione delle entrate economiche secondo le competenze territoriali. Tale contenzioso in situazione di normalità non sarebbe neppure mai nato, ma evidentemente per l’ASI si trattava di sopravvivenza vitale visto che, malgrado la sua lunga storia, ancora oggi non riesce a brillare di luce propria.

Nella situazione odierna, in assenza dell’Ente Provincia, svuotato del suo storico ruolo, sembra volersi riproporre in forme diverse ciò che, uscito dalla porta, dovrebbe rientrare per la finestra. Alla luce di tutto ciò le motivazioni che stanno alla base del tentativo di distruggere un Ente vitale per lo sviluppo, appaiono non solo diverse da quelle proclamate, ma addirittura più inquietanti circa il futuro sia della parte nord della provincia che di quella del sud.

In quanto alla necessità di razionalizzare la spesa pubblica, noi amministratori del Cosilam non siamo né insensibili, né disattenti. Da mesi stiamo lavorando, anche con l’assistenza degli organi tecnici regionali, ad una possibile unificazione con il sud pontino, territorio contiguo ,naturale interlocutore sia per ragioni geografiche e storiche, sia per ragioni di convenienze economiche e strutturali. Non a caso le attività svolte dal COSILAM ,sono ispirate alla valorizzazione delle competenze e delle specificità di una vasta parte del tessuto produttivo , localizzato appunto in un ampio comprensorio che va dalle Mainarde al mare .

Il Cosilam, dunque, ha affrontato e sta affrontando la spendig review nell’ottica indicata anche dal Governo Renzi: ottimizzare senza soffocare lo sviluppo e i servizi. I consiglieri di sinistra della provincia di Frosinone, maggioranza alla Regione Lazio, si stanno muovendo in direzione esattamente contraria. Si sono assunti una grave responsabilità e di questo dovranno renderne conto alle comunità territoriali locali.

Ma noi, nell’interesse generale, siamo testardi. Abbiamo la profonda convinzione che il Consiglio regionale, nella sua saggezza, saprà correggere una linea politica profondamente sbagliata e improduttiva! Diversamente sono sicuro che tutti i 40 sindaci del Cassinate, tutte le forze sociali ed imprenditoriali interessate, sapranno difendere a tutti i costi il nostro territorio.

Dott. Bruno Scittarelli

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