venerdì 13 gennaio 2017

CASSINO – Caos in carcere, detenuto incendia la cella

Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato contenente alcune dichiarazioni di Dott. Donato CAPECE, segretario generale SAPPE Segreteria Generale Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria.

Giornata da incubo per il Reparto di Polizia Penitenziaria del carcere di CASSINO, dove solamente la professionalità dei poliziotti penitenziari e il fato hanno evitato una tragedia tra le sbarre. “Stamattina, alle otto e mezzo circa, un detenuto rumeno di 25 anni ha dato fuoco al materasso della stanza numero 10 del Reparto Accettazione, ex Isolamento. Lo stesso era in quel reparto per aver partecipato ad una rissa il giorno 9 scorso per cui aveva ricevuto una sanzione dell’esclusione dalle attività in comune per 15 giorni”, spiega Maurizio SOMMA, segretario nazionale per il Lazio del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, il primo e più rappresentativo della Categoria. “Poteva essere una tragedia, sventata dal tempestivo intervento dei poliziotti penitenziari di servizio nel Reparto e dal successivo impiego degli altri poliziotti penitenziari. Sono stati bravi i poliziotti penitenziari in servizio nel carcere saluzzese a intervenire tempestivamente, con professionalità, capacità e competenza”.

Somma esprime ai poliziotti feriti a CASSINO “la solidarietà e la vicinanza del SAPPE” ed evidenzia come l’incendio sventato nel carcere è “sintomatico del fatto che le tensioni e le criticità nel sistema dell’esecuzione della pena in Italia sono costanti. E la situazione è diventata allarmante per la Polizia Penitenziaria, che paga pesantemente in termini di stress e operatività questi gravi e continui episodi critici”.

Da Roma, il Segretario Generale del SAPPE Donato Capece denuncia il ciclico ripetersi di eventi critici in carcere che vede coinvolti detenuti stranieri. “’E’ sintomatico”, spiega il leader nazionale dei Baschi Azzurri, “che negli ultimi dieci anni ci sia stata un’impennata dei detenuti stranieri nelle carceri italiane, che da una percentuale media del 15% negli anni ’90 sono passati oggi ad essere oltre 18mila. Fare scontare agli immigrati condannati da un tribunale italiano con una sentenza irrevocabile la pena nelle carceri dei Paesi d’origine può anche essere un forte deterrente nei confronti degli stranieri che delinquono in Italia’. Il dato oggettivo è però un altro: le espulsioni di detenuti stranieri dall’Italia sono state fino ad oggi assai contenute, oserei dire impercettibili. E credo si debba iniziare a ragionare di riaprire le carceri dismesse, come l’Asinara e Pianosa, dove contenere quei ristretti che si rendono protagonisti di gravi eventi critici durante la detenzione”.

CAPECE sollecita Ministro e Capo DAP a intervenire: “E’ solo grazie ai poliziotti penitenziari, gli eroi silenziosi del quotidiano a cui va il ringraziamento del SAPPE per quello che fanno ogni giorno, se il numero delle tragedie in carcere è fortunatamente contenuto. Ma è evidente a tutti che è necessario intervenire con urgenza per fronteggiare le costanti criticità penitenziari, a cominciare dal ripianamento delle carenze organiche dei Reparti di Polizia Penitenziaria del Lazio”.

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