Brizzi (CONAPO) al Ministro Cancellieri: “Invece di sperperare soldi pubblici in inutili cerimoniali d’altri tempi, parifichi previdenza Vigili del Fuoco con altri Corpi dello Stato”

“Il Ministero dell’Interno sperpera soldi pubblici in Labari e nella numerazione dei comandi invece di parificare il trattamento dei Vigili del Fuoco con quello degli altri Corpi dello Stato – ma vogliono esasperarci?” E’ quanto si legge sul sito web del CONAPO Sindacato Autonomo Vigili del Fuoco, in merito alla cerimonia tenutasi ieri mattina presso l’Abbazia di Montecassino (FR) alla presenza del ministro dell’Interno Cancellieri. Nella durissima nota, con tanto di fotografie, inviata ai vertici di governo a partire dal premier Mario Monti, Antonio Brizzi, segretario generale del CONAPO, non ha avuto peli sulla lingua, nel denunciare lo sperpero di denaro pubblico e l’inutilità di attribuire un numero ad ogni comando provinciale, raffigurato nei circa cento diversi “labari” acquistati, senza contare le spese del cerimoniale e delle trasferte del personale.

Continua Brizzi: “Il malessere e la tensione tra i vigili del fuoco sono alle stelle, e questi teatrini d’altri tempi ormai ci esasperano. Siamo profondamente delusi che il Ministro Cancellieri si prodighi in spese inutili, quando dall’altra parte, con la scusa della mancanza di fondi, ci pagano gli straordinari e le indennità con ritardi inaccettabili, senza contare che i vigili del fuoco hanno le carriere bloccate da anni.
Il Ministro Fornero ha emanato la bozza di riforma delle pensioni dei vigili del fuoco dove taglia anche il misero indennizzo della pensione privilegiata finora destinata a coloro che sono stati menomati per causa di servizio, e nulla sana in merito alle esistenti disparità di trattamento previdenziale dei Vigili del Fuoco con gli altri Corpi dello Stato”. “E’ doveroso ora che i ministri interessati diano prova di rispetto per i Vigili del Fuoco, che quotidianamente rischiano la vita al servizio dello stato, disponendo urgentemente provvedimenti legislativi mirati ad un pari trattamento con gli altri corpi, oltre a riconoscere, nei fatti, quella specificità lavorativa sancita dall’art. 19 della legge 183/2010, o sarà la goccia che farà traboccare il vaso e non risponderemo più dell’esasperazione cui sono giunti i vigili del fuoco” conclude il CONAPO.

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