martedì 3 settembre 2013

Antonio Di Nota: “Fiat ha un obbligo di riconoscenza con il sistema Italia”

“Una botta al cerchio e una alla botte: sembra essere questa la politica di Fiat Auto. Da una parte l’azienda, come annunciato oggi, accoglie la sentenza della Corte costituzionale sulla rappresentanza sindacale, reintegrando la Fiom, ma dall’altra chiede un intervento legislativo sulla rappresentanza sindacale e sull’esigibilità dei contratti, senza la quale non continuerà il suo impegno e i suoi investimenti in Italia.

Sembra un ricatto in piena regola. Credo che Fiat Auto, al di là dell’attuale contingenza economica, abbia un obbligo morale con l’Italia, tante e tali sono state le volte in cui il Paese e le istituzioni sono state vicine all’azienda. Tanti e tali sono stati le sovvenzioni pubbliche di cui ha goduto. Oggi non può permettersi di derogare da un efficace piano produttivo e dalla salvaguardia e dal rispetto del futuro di tanti operai. Anche per lo stabilimento di Piedimonte San Germano, i cui lavoratori stanno vivendo ore drammatiche e di angoscia.

Per cui Fiat Auto lasci perdere i ricatti, metta mano ai piani aziendali, li renda evidenti, incominci ad investire. Sicuramente i sindacati apprezzeranno. Il pur dovuto intervento legislativo sarà una conseguenza di un atteggiamento responsabile, caro Marchionne”.

Antonio Di Nota – Presidente Unione Cinquecittà

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